Roma, 16 lug. (askanews) – Avere in Italia un servizio pubblico nazionale di psicologia: è l’obiettivo della campagna “Diritto a stare bene” a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare presentata oggi in Senato. Un testo che istituisce una presenza costante nelle comunità: scuole e università, luoghi di lavoro e dello sport, ospedali e carceri, potenziando e integrandosi con l’esistente e disegnando i servizi assenti. La campagna punta a raccogliere le 50mila firme necessarie per portare la proposta in Parlamento e rendere il benessere psicologico un diritto garantito a tutte e a tutti.
Un testo che vuole chiudere con l’attuale insufficienza e frammentazione dei servizi di psicologia attraverso interventi coordinati sulle comunità, sostenuti da un adeguato investimento finanziario da 3,3 miliardi di euro annui che coprono ogni aspetto della rete: dalla formazione specialistica retribuita sul modello di quella dei medici specializzandi all’immissione in ruolo del personale, dal Bonus Psicologo potenziato all’istituzione su base nazionale dello psicologo delle cure primarie, prevedendo dal lato delle coperture l’utilizzo di fondi europei per specifici progetti e prefigurando una serie di risparmi sistemici sulla spesa sanitaria e previdenziale.
Investire in psicologia, infatti, abbatte le liste d’attesa e riduce i costi della sanità pubblica: non è uno slogan è il risultato di uno studio con dati analizzati dall’Università Sapienza condotto su oltre 3400 utenti della piattaforma UnoBravo.
“Questa iniziativa testimonia il vostro impegno per il diritto di tutti a prendersi cura del proprio benessere psicologico – ha detto in un video messaggio Maria Teresa Bellucci, vice ministro Lavoro e Politiche sociali -. Non posso che concordare con quanto scrivete nel vostro manifesto il benessere psicologico non è un lusso e senza stare bene non c’è vera libertà. Questi principi che animano il vostro impegno sono anche la bussola che orienta l’azione di Governo” e “verso politiche che pongano la persona al centro”.
“Ho firmato la proposta di legge di iniziativa popolare. È la prima che firmo da tanti anni. Lo faccio con convinzione”, ha detto Luigi Di Maio, rappresentante speciale UE per il golfo persico, già ministro del Lavoro e delle Politiche sociali in un video messaggio. “Questa proposta di legge cerca di fare un altro passo in avanti dopo già i grandi successi che avete ottenuto nell’istituire politiche pubbliche a sostegno delle cure psicologiche”, ha aggiunto.
“L’America mette i dazi. La Cina ha l’export. I paesi arabi hanno il petrolio. E noi? L’Europa ha un tesoro inutilizzato. Sono le persone e il loro potenziale”, dichiara Francesco Maesano, coordinatore nazionale della campagna, dando il via alla raccolta delle firme. “L’Italia è il secondo paese in Europa per numero di NEET, cioè di giovani che non lavorano e non studiano. Parliamo di dispersione scolastica e lavorativa. Tradotto: spendiamo molto per formare giovani che non riusciamo a orientare, motivare e attivare. Noi proponiamo di investire sugli studenti e sui lavoratori, su noi stessi, perché quello sul capitale umano è l’unico investimento che abbiamo a disposizione per tornare a crescere. E proponiamo di farlo concentrando le risorse su una vera rete psicologica nazionale pubblica che prevenga la violenza e l’esclusione sociale dove nascono e intervenga davvero per tagliare i costi della domanda di salute inappropriata ma soprattutto liberi il potenziale congelato delle persone”, conclude.
