CONOU a Ecomondo 2025: circolarità e innovazione digitale al centro

Dal 4 al 7 novembre il CONOU ha partecipato alla 28ª edizione di Ecomondo, portando alla Fiera di Rimini il proprio modello di economia circolare e le nuove tappe del percorso di digitalizzazione della filiera.


Nel convegno “Modelli Made in Italy per un futuro sostenibile: l’esempio del CONOU”, moderato dal presidente Riccardo Piunti, sono intervenuti Leonardo Salvemini (Avvocato Ambientale, Consulente MASE), Pierluigi Zerbino (Università di Pisa), Gianni Murano (Presidente UNEM), Stefano Ciafani (Presidente Legambiente) e Antonio Lazzarinetti (Past President Itelyum). Al centro, i risultati del sistema italiano: raccolta totale degli oli minerali usati e rigenerazione al 98%, grazie a un’organizzazione solida, regole chiare e controlli efficaci. Il Consorzio riunisce oggi 58 aziende di raccolta e tre impianti di rigenerazione.

Un secondo appuntamento, “Dalla carta all’AI: l’evoluzione digitale del CONOU”, ha illustrato il percorso digitale avviato negli ultimi quattro anni dal Consorzio. Hanno partecipato Gennaro Cioffi (Direttore Amministrazione, Finanza e Controllo CONOU), Stefania Carissimi (Responsabile Bilancio e Rendicontazione Periodica CONOU), Marcello Casale (Responsabile Processi e Sistemi ICT CONOU) e Luca Pardi (Of Counsel SAPG Legal). Il confronto ha evidenziato i progressi nella gestione digitale dei processi amministrativi e gli aggiornamenti normativi legati all’AI.

Per coinvolgere il pubblico della fiera, il CONOU ha portato nel proprio stand anche una social wall su cui visitatrici e visitatori sono stati invitati a lasciare un pensiero sulla sostenibilità. Un mosaico spontaneo che ha restituito, in forma collettiva, la percezione di una transizione ambientale che non vive solo nei convegni, ma anche nella sensibilità di chi attraversa questi spazi.

La presenza del CONOU a Ecomondo 2025 conferma la solidità di un modello che unisce rigenerazione, innovazione e trasparenza. Un percorso che continua a dimostrare come la transizione ecologica richieda modelli consortili capaci di trasformare davvero le risorse.