Matrix: prima di Keanu Reeves, 5 divi hanno rifiutato il ruolo di Neo (l’ultimo nome vi sbalordirà)

Prova a immaginare Matrix senza Keanu Reeves. Impossibile, vero? Eppure quella che oggi sembra una scelta ovvia, nel 1999 era tutt’altro che scontata. Il film diretto dalle sorelle Lilly e Lana Wachowski ha rivoluzionato il cinema di fantascienza, dando vita a un franchise milionario che ha ridefinito l’action hollywoodiano. Ma prima che Reeves diventasse l’Eletto, la Warner Bros. e le registe hanno vagliato una lista impressionante di nomi altisonanti.

La verità è che Keanu Reeves, all’epoca, non era esattamente la prima scelta di Hollywood. Non aveva il profilo da blockbuster che lo studio cercava, non era sulla cresta dell’onda come altri divi del momento. Eppure aveva qualcosa che gli altri non possedevano: il carisma sottile, la vulnerabilità autentica e la capacità di incarnare un ragazzo qualunque destinato a diventare qualcuno di straordinario. Aveva la fisicità giusta per le scene d’azione coreografate da Yuen Woo-ping e, soprattutto, quell’intensità zen che faceva apparire Neo come un uomo normale in procinto di affrontare qualcosa di enorme.

Ma cosa sarebbe successo se una delle altre star avesse accettato? Come sarebbe cambiato Matrix con un protagonista diverso? Ecco i cinque nomi che hanno quasi sostituito Keanu Reeves, una storia parallela che racconta come appariva originariamente il progetto nell’immaginario di Hollywood, prima della scelta definitiva.

1. Val Kilmer: il Neo freddo che non doveva essere

Val Kilmer e Tom Cruise in Top Gun
Val Kilmer e Tom Cruise in Top Gun – Paramount Pictures

Val Kilmer era uno dei primi nomi sul tavolo. All’epoca aveva alle spalle ruoli iconici come quello in Top Gun, The Doors e Batman Forever. La sua presenza scenica era innegabile, ma c’era un problema: Kilmer aveva quella tendenza a interpretare personaggi chiusi, circospetti, dall’espressione indecifrabile. Funzionava perfettamente per Jim Morrison o per Bruce Wayne, ma per Neo? Probabilmente no.

Il protagonista di Matrix deve apparire perso all’inizio, confuso, vulnerabile. L’arco narrativo di Neo si basa sulla trasformazione da programmatore insignificante a salvatore dell’umanità, e questa evoluzione richiede un’apertura emotiva che Kilmer, per quanto talentuoso, non aveva nel suo repertorio. Con lui, la dinamica tra Neo e Morpheus sarebbe stata più fredda, distaccata. Quel rapporto mentore-allievo, così centrale nella narrazione, avrebbe perso calore.

C’è poi un ulteriore mistero: alcune fonti suggeriscono che Kilmer fosse stato preso in considerazione anche per il ruolo di Morpheus, a seconda che Will Smith avesse accettato o meno la parte di Neo. Alla fine, Kilmer ha rifiutato entrambe le opzioni, presumibilmente per concentrarsi su altri progetti. Una sliding door che ha cambiato la storia del cinema.

2. Brad Pitt: troppo cool per essere l’Eletto

F1 scene
Brad Pitt e Damson Idris in una scena di F1 – @ Warner Bros.

Brad Pitt negli Anni Novanta era ovunque. Reduce dai successi di Seven, Fight Club, Intervista col vampiro e L’esercito delle 12 scimmie, era l’incarnazione della star hollywoodiana per eccellenza. Quando il suo nome è circolato per Matrix, sembrava una scelta naturale. Eppure Pitt ha rifiutato, dichiarando che il ruolo semplicemente non lo sentiva nelle sue corde.

E forse aveva ragione. Pitt ha sempre avuto quella presenza magnetica che funziona meglio quando il personaggio è memorabile fin dal primo fotogramma. Tyler Durden, Achille, Louis de Pointe du Lac: figure che dominano lo schermo dal minuto zero. Matrix richiede l’opposto: un protagonista che si sente invisibile finché il mondo non si capovolge. Neo deve essere l’everyman, il ragazzo della porta accanto che scopre di essere speciale. Ingaggiare Brad Pitt avrebbe indebolito l’impatto del primo atto, perché è impossibile vedere Pitt come “uno qualunque”.

Il Neo di Brad Pitt sarebbe stato indubbiamente più cool, più sicuro di sé, ma non è quella l’atmosfera che serve a Matrix. Il film si basa su un’energia introspettiva, su una costruzione lenta e metodica del mito. Pitt ha poi dichiarato che il ruolo gli era stato offerto solo una volta, e che aveva capito subito che non era destinato a lui. Probabilmente, anche lui lo ha capito.

3. Leonardo DiCaprio: l’intensità che avrebbe cambiato tutto

Una battaglia dopo l'altra
Leonardo DiCaprio in una scena di Una battaglia dopo l’altra – © Warner Bros.

Leonardo DiCaprio è forse il nome più clamoroso di questa lista. Reduce dal trionfo planetario di Titanic, era la star più richiesta di Hollywood. Le sorelle Wachowski lo volevano, la Warner Bros. pure. Ma DiCaprio ha detto no, dichiarando che gli sembrava un’impresa troppo pesante da gestire subito dopo il successo di James Cameron.

A posteriori, Leo ha fatto la scelta giusta. Non per Matrix, ma per la sua carriera. DiCaprio è un attore emotivamente intenso, eccelle nell’esprimere conflitto interiore, insicurezza, tormento. Ma quella stessa intensità avrebbe capovolto il personaggio di Neo. Con lui, Matrix si sarebbe spostato più verso il dramma psicologico, perdendo forse quella freddezza calcolata e quella distanza emotiva che conferiscono al film la sua identità unica.

C’è un altro punto cruciale: DiCaprio non sembra mai un ragazzo qualunque. Anche quando interpreta personaggi comuni, c’è sempre un’aura di eccezionalità intorno a lui. Neo deve costruire il proprio mito passo dopo passo, conquistare lo status di Eletto attraverso il dubbio e la crescita. Con DiCaprio, quella curva drammatica sarebbe cambiata radicalmente, forse accelerando troppo la trasformazione e alterando l’equilibrio narrativo del film.

4. Johnny Depp: l’outsider che avrebbe portato Matrix altrove

Frame che raffigura Johnny Depp in Edward mani di forbice
Frame che raffigura Johnny Depp in Edward mani di forbice – © The Walt Disney Company

Johnny Depp negli Anni Novanta era l’attore indie per eccellenza. Aveva lavorato con Tim Burton, aveva costruito una carriera su ruoli eccentrici e personaggi fuori dagli schemi. Quando il suo nome è circolato per Matrix, sembrava una scelta interessante: un attore capace di portare stranezza e profondità a un personaggio complesso.

Ma Depp avrebbe probabilmente trasformato Neo in qualcosa di troppo bizzarro. Il suo talento sta nel rendere memorabili anche i personaggi più stravaganti, ma Neo non deve essere stravagante. Deve essere relativamente normale, un ancoraggio per lo spettatore in un mondo che diventa sempre più folle. Con Depp, il rischio era che Neo diventasse più interessante della storia stessa, spostando l’attenzione dalla filosofia e dall’action al personaggio.

Inoltre, Depp aveva già rifiutato diversi blockbuster all’epoca, preferendo progetti più piccoli e autoriali. Matrix, con il suo budget gigantesco e le sue ambizioni commerciali, probabilmente non rientrava nella sua visione di cinema. Ha scelto di continuare sulla sua strada, che lo avrebbe poi portato a Pirati dei Caraibi, un altro franchise leggendario dove, però, la sua eccentricità poteva esplodere senza limiti.

5. Sandra Bullock: l’Eletta che non è mai stata

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Sandra Bullock e Cate Blanchet in una scena di Ocean’s 8, fonte: Warner Bros.

Ecco il nome che sorprende di più: Sandra Bullock. Sì, le sorelle Wachowski avevano considerato l’idea di rendere Neo un personaggio femminile, e Bullock era in cima alla lista. All’epoca era una delle attrici più pagate di Hollywood, grazie a successi come Speed e The Net, e aveva dimostrato di saper gestire sia l’azione che la vulnerabilità emotiva.

Una Neo donna avrebbe cambiato radicalmente Matrix. Non solo in termini di rappresentazione, ma anche nelle dinamiche narrative. Il rapporto con Trinity sarebbe stato completamente diverso, così come quello con Morpheus. Il sottotesto romantico avrebbe preso strade alternative, e l’intero tema della “mascolinità tossica” che alcuni critici hanno letto nel film sarebbe svanito.

Bullock alla fine ha rifiutato, non perché non fosse interessata, ma perché il progetto le sembrava troppo ambizioso e rischioso. Matrix, prima della sua uscita, era considerato un gigantesco azzardo: effetti speciali mai visti, filosofia complessa, una storia che mescolava cyberpunk, kung-fu e distopia. Nessuno sapeva se avrebbe funzionato. Sandra Bullock ha preferito non rischiare, ma è rimasta in buoni rapporti con le Wachowski, tanto da lavorare con loro anni dopo in Gravity… no, aspetta, quello è Alfonso Cuarón. Ma l’idea di una Neo donna è rimasta nell’immaginario delle registe, tanto da influenzare forse alcune scelte nei sequel.

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