Nell’era dei cinematic universe e dei sequel infiniti, Ryan Coogler ha fatto una scelta controcorrente. Con I peccatori, il regista di Black Panther e della saga Creed ha voluto raccontare una storia completa, autoconclusa, senza lasciare porte aperte a franchise programmati. Eppure, il mondo che ha creato è talmente ricco e stratificato che l’idea di abbandonarlo dopo un solo film sembra quasi uno spreco. La buona notizia è che Coogler non ha affatto chiuso la porta a possibili sviluppi. Solo che questi potrebbero arrivare in una forma completamente diversa da quella che ci aspetteremmo: il fumetto. Durante un’intervista al podcast Heroes Journey di CBR, Coogler ha confermato che l’idea di espandere l’universo di I peccatori attraverso una serie a fumetti è stata effettivamente discussa. Il regista ha raccontato che uno dei suoi storyboard artist, Louis Gonzales, è stato avvicinato da qualcuno che, guardando i suoi disegni preparatori, ha chiesto se non ci fosse materiale per una graphic novel. La risposta di Coogler è stata chiara: sì, è una possibilità che è stata presa in considerazione e che potrebbe concretizzarsi prima di quanto si pensi.
La scelta di non produrre un sequel cinematografico immediato non è casuale. Coogler ha dichiarato più volte di aver voluto I peccatori proprio come pausa dalla macchina dei franchise, dopo le produzioni colossali dei film Marvel e della saga pugilistica con Michael B. Jordan. Voleva raccontare una storia personale, libera dalle pressioni degli studios e dalle logiche di costruzione di universi condivisi. Un sequel tradizionale tradirebbe proprio questa filosofia creativa. Ma se il cinema rappresenterebbe un ritorno alla logica del franchise, il fumetto offre una via d’uscita perfetta. Il medium permette di esplorare angoli narrativi, personaggi secondari e retroscena senza l’enorme investimento economico e organizzativo di una produzione hollywoodiana. E Sinners, va detto, sembra nato per essere un fumetto.

Chi ha visto il film ha immediatamente colto l’atmosfera da noir grafico, quella estetica sporca e viscerale che ricorda i lavori di Frank Miller o Alan Moore. Le ambientazioni claustrofobiche del Sud degli Stati Uniti negli anni Trenta, i personaggi moralmente ambigui, la violenza stilizzata e la fotografia ad alto contrasto: tutto in I peccatori parla il linguaggio delle grandi graphic novel. Non a caso, film come Sin City, Oldboy o Snowpiercer, che condividono una sensibilità simile, sono proprio adattamenti di fumetti cult. Il potenziale narrativo è enorme. Un sequel a fumetti potrebbe seguire direttamente le vicende dei gemelli interpretati da Michael B. Jordan, oppure esplorare il loro passato durante la Prima Guerra Mondiale, un periodo accennato nel film ma mai approfondito. Oppure ancora, potrebbe concentrarsi su personaggi secondari come Remmick o i cacciatori Choctaw, figure affascinanti che nel film hanno solo pochi minuti di schermo ma che nascondono storie potenzialmente ricchissime.
Non sarebbe nemmeno una scelta così insolita. Negli ultimi anni, diversi franchise cinematografici hanno trovato nuova vita nel mondo dei comics. Serie come Predator, Godzilla, Supernatural e persino The Rocky Horror Picture Show hanno avuto continuazioni o espansioni in formato fumetto, spesso con risultati sorprendenti in termini di qualità e seguito di pubblico. La bellezza del fumetto è che non deve necessariamente competere con le stakes cosmiche dell’universo Marvel o DC. Alcune delle opere grafiche più acclamate e amate sono proprio quelle che restano contenute, terra terra, concentrate su una storia ben raccontata piuttosto che su eventi che sconvolgono multiversi. Road to Perdition e A History of Violence sono esempi perfetti di come una narrazione cinematografica, tesa e realistica, possa funzionare altrettanto bene sulla pagina stampata.

I peccatori possiede tutti gli ingredienti per funzionare in qualsiasi formato. Il suo mondo atmosferico, la sua narrativa apparentemente semplice ma in realtà stratificata, i suoi temi universali di colpa, redenzione e violenza: tutto questo si presta perfettamente a essere esplorato attraverso media diversi. Una serie TV live-action prestigiosa potrebbe funzionare, così come un’animazione per adulti. Ma una miniserie a fumetti di sei o dodici numeri potrebbe essere la soluzione ideale: abbastanza lunga da approfondire, abbastanza breve da mantenere la tensione, e perfettamente in linea con l’estetica visiva che il film ha già stabilito. Che si tratti di un prequel, un sequel o uno spinoff, l’importante è che l’universo di I peccatori non venga abbandonato. E se Coogler ha dimostrato qualcosa con questo film, è che sa esattamente come costruire mondi che meritano di essere esplorati. Che lo faccia con una macchina da presa o con una matita da disegno, poco importa: l’importante è che continui a raccontare.
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