Il marketing dei cinecomic vive di equilibri delicati, come svelare abbastanza per alimentare l’hype, trattenere il necessario per preservare la magia della sala. Milly Alcock, volto della nuova Supergirl targata DC Studios, ha appena spostato quell’equilibrio in territorio spoiler durante una conferenza stampa organizzata in occasione della première del trailer ufficiale del film, come riportato da CBR. E no, non si tratta di vaghe allusioni o promesse generiche: l’attrice australiana ha confermato esplicitamente che David Corenswet, il nuovo Superman dell’universo cinematografico DC, apparirà nel suo film solista.
Durante l’incontro con la stampa, ai rappresentanti dei media è stata posta una domanda apparentemente innocua sulle scene più difficili da girare. La risposta di Alcock è stata tutt’altro che evasiva. “Oh mio dio, è stata quella con Superman. E io non indossavo il costume, e stavo parlando in una lingua diversa. Una lingua diversa“, ha rivelato l’attrice, prima di aggiungere ulteriori dettagli che dipingono un quadro preciso delle difficoltà produttive affrontate sul set. La scena in questione, a quanto pare, è stata girata in condizioni ambientali piuttosto ostili: circa 2 gradi centigradi, con Alcock fuori dal costume da supereroina e impegnata in un dialogo interamente recitato in kryptoniano, la lingua aliena del pianeta natale di Kara Zor-El e Kal-El. “Sì, quel giorno è stato davvero difficile. Lui si è buttato subito nella mischia. Sì, è stata una giornata dura. L’intera scena era in kryptoniano. L’intera scena, sì… Sì, kryptoniano“, ha ribadito l’attrice, sottolineando la complessità tecnica e fisica di quella particolare ripresa.
Cosa significa tutto questo per il film e per l’universo condiviso che James Gunn e Peter Safran stanno costruendo? Innanzitutto, conferma che Superman non sarà solo un’ombra narrativa o un riferimento di sfondo in Supergirl. David Corenswet condividerà lo schermo con Alcock, anche se l’entità del suo ruolo rimane volutamente avvolta nel mistero. La natura del film, incentrato sull’origine e sul percorso eroico di Kara, suggerisce che la presenza di Superman sarà funzionale alla sua storia, non sovrapponendosi ad essa.
D’altronde, i cinecomic moderni hanno reso i crossover e i cameo una componente narrativa essenziale, uno strumento per tessere connessioni tra progetti diversi e costruire un senso di continuità. Dalle sorprese post-credit dell’MCU alle apparizioni multiversali che hanno caratterizzato l’era recente dei film DC e Marvel, il pubblico ha imparato ad aspettarsi questi incroci. La differenza, in questo caso, è che Gunn e Safran stanno costruendo un universo cinematografico da zero, con un’attenzione alla coerenza narrativa che potrebbe fare la differenza rispetto ai tentativi precedenti.
Supergirl arriverà nelle sale il 26 giugno 2026, diretto da Craig Gillespie e scritto da Ana Nogueira, con una storia che attinge dai fumetti di Otto Binder, Tom King e Al Plastino. Sarà uno dei pilastri della prima fase del nuovo universo DC, un tassello fondamentale per capire se questa iterazione cinematografica riuscirà finalmente a trovare quella coerenza e quell’identità che i tentativi precedenti non sono riusciti a stabilire. E se le rivelazioni di Alcock sono un indizio, questo universo condiviso potrebbe davvero prendersi sul serio l’idea di essere, appunto, condiviso.
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