Ambiente e solidarietà, Associazione scatolifici con Legambiente per l’ecoNatale

Econatale 2025

L’EcoNatale di Legambiente, in collaborazione con l’Associazione italiana scatolifici, è la prova che un regalo può fare del bene due volte: protegge il pianeta e dona speranza ai bambini di Chernobyl

Il Natale è spesso sinonimo di consumo veloce: si compra per abitudine, si incarta, si scarta e, troppo spesso, si dimentica. Eppure, questa festa potrebbe essere anche un’occasione per fermarsi e scegliere un gesto che abbia un senso, oltre che un destinatario. È ciò che propone Legambiente con EcoNatale, la campagna che trasforma un regalo in un atto di responsabilità ambientale e sociale.

Dentro le eco-confezioni solidali si trovano prodotti biologici italiani, frutto del lavoro di realtà sostenibili e attente al territorio. Ma il vero valore aggiunto non è ciò che si vede: parte del ricavato sostiene il Progetto Rugiada, un impegno di lunga durata che Legambiente porta avanti per offrire cure ai bambini che vivono nelle aree ancora contaminate dal disastro di Chernobyl.

A quasi quarant’anni dall’incidente nucleare del 1986, ci sono zone della Bielorussia dove la contaminazione è ancora una minaccia quotidiana. Qui, intere generazioni di bambini crescono con sistemi immunitari fragili e malattie legate all’esposizione alle radiazioni.

Il Progetto Rugiada consente a molti di loro di trascorrere periodi in località italiane o in aree bielorusse controllate, dove possono seguire monitoraggi sanitari, alimentazione sana, cure mediche e attività all’aria aperta. In poche settimane, lontani dalle zone più colpite, i livelli di radionuclidi nel loro organismo si riducono sensibilmente, permettendo un recupero fisico che avrebbe effetti impossibili nella quotidianità. È un lavoro continuo, silenzioso, concreto. È prendersi cura del futuro di chi non ha avuto alcuna colpa.

Per rendere possibile questa filiera della solidarietà, entra in gioco un altro protagonista: l’Associazione Italiana Scatolifici (AIS), che rappresenta le aziende del packaging in cartone ondulato. AIS fornisce a Legambiente le eco-scatole che custodiscono i prodotti biologici e la loro storia.

Il contributo non è soltanto materiale. Le scatole sono realizzate con cartone riciclato certificato, inchiostri a base d’acqua e processi che riducono drasticamente gli scarti. Nessuna plastica superflua, nessun imballaggio inutile: ogni componente risponde al principio dell’economia circolare.

La collaborazione tra l’Associazione Italiana Scatolifici (AIS) e Legambiente nasce da una sintonia valoriale prima ancora che operativa. «Non è una partnership commerciale – spiega Andrea Mecarozzi, presidente AIS – ma una dichiarazione di intenti: la filiera del packaging in cartone ondulato vuole essere parte attiva della transizione ecologica, non spettatrice». Così quattro anni fa è iniziato un cammino comune dentro EcoNatale, la campagna di raccolta fondi che sostiene il Progetto Rugiada per i bambini delle aree ancora contaminate da Chernobyl.

Per AIS, prestare il proprio know-how industriale a questa iniziativa è la prova che anche l’imballaggio può diventare un attore sociale. «EcoNatale unisce due pilastri fondamentali per noi: responsabilità ambientale e responsabilità sociale. I nostri imballaggi, per una volta, non proteggono solo prodotti, ma contribuiscono a proteggere la salute e il futuro di tanti bambini», sottolinea Mecarozzi.

Il contributo dell’associazione è concreto e strutturale: supporto logistico, consulenza tecnica, garanzia che tutte le eco-confezioni siano prodotte con i più alti standard di sostenibilità. Il cartone utilizzato è riciclato e certificato PEFC, con inchiostri a base d’acqua, processi che minimizzano gli scarti e totale assenza di plastica inutile. «La nostra è una filiera eccellente sul piano della circolarità – dice – in Italia il cartone ondulato è riciclato in percentuali tra le più alte in Europa. E ogni anno lavoriamo per ridurre ulteriormente gli impatti».

Il settore del packaging è nel mezzo di una trasformazione profonda. L’innovazione passa soprattutto dalla semplificazione: imballaggi monomateriale facili da riciclare, digitale come strumento per tracciabilità e comunicazione, cartone utilizzato come sostituto della plastica nel settore agroalimentare. «Oggi investire in filiere responsabili non è più un vantaggio competitivo: è una condizione necessaria per operare sul mercato – afferma Mecarozzi –. Consumatori, istituzioni e normative lo chiedono chiaramente». Il riferimento è anche al nuovo Regolamento Europeo Imballaggi (PPWR), che punta a ridurre drasticamente i rifiuti negli anni a venire.

Per AIS, EcoNatale è diventato un appuntamento fisso di responsabilità condivisa. «Ogni dicembre, con Legambiente Festambiente, cerchiamo di generare un po’ di valore sociale con i nostri imballaggi. È la dimostrazione che una filiera attenta all’ambiente è, inevitabilmente, attenta alle persone». Una consapevolezza alimentata anche dal rapporto con le comunità locali e con produttori biologici di filiera corta: «Le nostre aziende sono radicate nei territori – ricorda Mecarozzi – e rafforzare l’economia italiana, dalla foresta alla tavola, è parte della nostra missione».

La sensibilità ambientale nel settore cresce di anno in anno. Le imprese chiedono più certificazioni, processi sempre più efficienti, e una progettazione già allineata agli standard che diventeranno obbligatori. «Il futuro del packaging sostenibile in Italia sarà fatto di cartone ondulato, digitalizzazione e circolarità totale – sintetizza –. Un imballaggio credibile aumenta anche la credibilità di ciò che contiene: è ciò che ci dicono i trend di consumo».

E le collaborazioni come EcoNatale? Per AIS rappresentano un modello esportabile ovunque. «Qui un prodotto industriale diventa ambasciatore etico. È l’esempio concreto di come la responsabilità d’impresa si trasformi in un bene tangibile per la collettività. Il nostro obiettivo è rendere queste sinergie la norma, non più l’eccezione. L’EcoNatale è la prova che un regalo può fare del bene due volte: protegge il pianeta e dona speranza ai bambini di Chernobyl».