In copertina, l’Italia di fronte agli obiettivi Ue di sostenibilità da raggiungere entro il 2030. Tra i contenuti chiave: un anno della “controrivoluzione” di Trump, l’entrata in vigore del Trattato sull’Alto mare, l’impatto della disabilità sulle famiglie
Transizione energetica, economia circolare, qualità dell’aria, tutela della biodiversità e così via. Entro il 2030, come tutti gli altri Stati membri dell’Unione Europea, l’Italia è chiamata a centrare gli obiettivi di sostenibilità stabiliti da Bruxelles. Ma il nostro Paese arranca e accumula ritardi, come dimostra bene il 46esimo posto nella classifica mondiale delle performance ambientali stilata da Germanwatch, Can e NewClimate Institute.
“Obiettivi da scalare” è il titolo di copertina del numero di gennaio di “Nuova Ecologia”. La cover stessa, disegnata da Giovanni Gastaldi, è un’efficace metafora dell’ardua arrampicata che abbiamo di fronte se davvero vogliamo provare a raggiungere, nei tempi, i target fissati dalla Commissione europea. Un’ascesa resa ancora più dura dagli ostacoli disseminati lungo il cammino, che siano legati alla burocrazia, alla miopia politica o al negazionismo climatico. Nel servizio, il mensile di Legambiente si concentra su ogni singolo “obiettivo da scalare” – energia, economia circolare, aree protette, aria, acqua, agricoltura, biodiversità – per spiegarlo, per ricordare qual è il target al 2030 e per dire qual è invece lo stato dell’arte attuale.

Nelle pagine di “primo piano” della rivista segnaliamo l’articolo “La controrivoluzione di Donald”, Trump ovviamente. L’occasione, a pochi giorni dal compimento del primo anno del suo secondo mandato come presidente degli Stati Uniti, per ripercorrere un annus horribilis per ambiente e clima.
L’inchiesta del mese è invece dedicata a una buona notizia: l’entrata in vigore, il 17 gennaio, del Trattato sull’Alto mare, il cui obiettivo è la tutela delle acque internazionali lontane dalle coste. Un passo cruciale per colmare le lacune della governance internazionale, consentendo la creazione di aree marine protette e una ripartizione più equa dei benefici derivanti dalle risorse marine. Tra le ratifiche manca ancora quella italiana. Un’inerzia che potrebbe rallentare il raggiungimento degli obiettivi globali di protezione marina e privare il Paese di un’importante occasione di slancio verso la sostenibilità.
Segnaliamo infine il servizio che “Nuova Ecologia” dedica all’indagine di Fondazione Paideia e Doxa sull’impatto della disabilità sulle famiglie, tra barriere sociali, economiche e culturali. Quando si parla di disabilità in età evolutiva spesso lo sguardo si concentra “solo” sul bambino e sulle sue necessità, dimenticando l’impatto sulla famiglia intera. L’indagine restituisce, al contrario, una panoramica ricca e articolata sull’impatto che la disabilità esercita sull’intero sistema familiare, con particolare attenzione alla vita quotidiana, ai carichi di cura e alla sfera emotiva dei genitori e dei fratelli. Il quadro che emerge non è fatto solo di orari e impegni, ma anche di disuguaglianze profonde. E la scelta di Fondazione Paideia e Doxa di affiancare le risposte di famiglie con e senza figli con disabilità consente di cogliere con ancora maggiore evidenza le fatiche e i bisogni specifici.
