“Obiettivi da scalare” sulla Nuova Ecologia di gennaio 2026

illustrazione cover Nuova Ecologia gennaio 2026

In copertina, l’Italia di fronte agli obiettivi Ue di sostenibilità da raggiungere entro il 2030. Tra i contenuti chiave: un anno della “controrivoluzione” di Trump, l’entrata in vigore del Trattato sull’Alto mare, l’impatto della disabilità sulle famiglie

Transizione energetica, economia circolare, qualità dell’aria, tutela della biodiversità e così via. Entro il 2030, come tutti gli altri Stati membri dell’Unione Europea, l’Italia è chiamata a centrare gli obiettivi di sostenibilità stabiliti da Bruxelles. Ma il nostro Paese arranca e accumula ritardi, come dimostra bene il 46esimo posto nella classifica mondiale delle performance ambientali stilata da Germanwatch, Can e NewClimate Institute.

“Obiettivi da scalare” è il titolo di copertina del numero di gennaio di “Nuova Ecologia”. La cover stessa, disegnata da Giovanni Gastaldi, è un’efficace metafora dell’ardua arrampicata che abbiamo di fronte se davvero vogliamo provare a raggiungere, nei tempi, i target fissati dalla Commissione europea. Un’ascesa resa ancora più dura dagli ostacoli disseminati lungo il cammino, che siano legati alla burocrazia, alla miopia politica o al negazionismo climatico. Nel servizio, il mensile di Legambiente si concentra su ogni singolo “obiettivo da scalare” – energia, economia circolare, aree protette, aria, acqua, agricoltura, biodiversità – per spiegarlo, per ricordare qual è il target al 2030 e per dire qual è invece lo stato dell’arte attuale.

Nelle pagine di “primo piano” della rivista segnaliamo l’articolo “La controrivoluzione di Donald”, Trump ovviamente. L’occasione, a pochi giorni dal compimento del primo anno del suo secondo mandato come presidente degli Stati Uniti, per ripercorrere un annus horribilis per ambiente e clima.

L’inchiesta del mese è invece dedicata a una buona notizia: l’entrata in vigore, il 17 gennaio, del Trattato sull’Alto mare, il cui obiettivo è la tutela delle acque internazionali lontane dalle coste. Un passo cruciale per colmare le lacune della governance internazionale, consentendo la creazione di aree marine protette e una ripartizione più equa dei benefici derivanti dalle risorse marine. Tra le ratifiche manca ancora quella italiana. Un’inerzia che potrebbe rallentare il raggiungimento degli obiettivi globali di protezione marina e privare il Paese di un’importante occasione di slancio verso la sostenibilità.

Segnaliamo infine il servizio che “Nuova Ecologia” dedica all’indagine di Fondazione Paideia e Doxa sull’impatto della disabilità sulle famiglie, tra barriere sociali, economiche e culturali. Quando si parla di disabilità in età evolutiva spesso lo sguardo si concentra “solo” sul bambino e sulle sue necessità, dimenticando l’impatto sulla famiglia intera. L’indagine restituisce, al contrario, una panoramica ricca e articolata sull’impatto che la disabilità esercita sull’intero sistema familiare, con particolare attenzione alla vita quotidiana, ai carichi di cura e alla sfera emotiva dei genitori e dei fratelli. Il quadro che emerge non è fatto solo di orari e impegni, ma anche di disuguaglianze profonde. E la scelta di Fondazione Paideia e Doxa di affiancare le risposte di famiglie con e senza figli con disabilità consente di cogliere con ancora maggiore evidenza le fatiche e i bisogni specifici.