Il comportamento di Alessia Pifferi durante il processo per l’omicidio della figlia, che in primo grado le sarebbe costato la condanna all’ergastolo, sarebbe stato macchiato e alterato dal “clamore mediatico subito e sofferto” e da una continua “lapidazione verbale per mezzo dei media”. Ad affermarlo è la Corte d’Assise d’Appello di Milano nella scrittura delle motivazioni della sentenza con cui lo scorso novembre ha alleggerito la condanna di Alessia Pifferi in 24 anni di carcere, concedendo le attenuanti generiche equivalenti all’unica aggravante ritenuta sussistente, ossia quella del vincolo di parentela.
La “metamorfosi” di Alessia Pifferi
“Non vi sono i presupposti per affermare, con fondamento, che il comportamento processuale di Alessia Pifferi successivo alla morte della figlia di un anno e mezzo da lei causata per averla abbandonata per sei giorni a casa da sola, sia stato espressione di accentuata capacità a delinquere, ma è anzi sintonico con la deficitaria (…) personalità dell’imputata, e quindi non incompatibile con (…) il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche”.

In quasi 200 pagine di motivazioni, la Corte d’Assise d’Appello di Milano ha quindi additato i media tra i responsabili della “trasformazione” della donna: “Ferma restando l’eccezionale gravità della vicenda, oltre a manifestare l’intenzione di infliggere una pena non afflittiva come può essere l’ergastolo ma rieducativa, va sottolineato che vi sono connotazioni soggettive che non possono essere ignorate, tra cui una metamorfosi della quarantenne, ora in carcere, per via di un processo televisivo”. La presenza costante e martellante dei media in ogni angolo del caso, comprese “presunte interferenze sul paradigma di assunzione delle prove”, avrebbe quindi inciso in maniera “certa” sulla metamorfosi comportamentale dell’imputata. E sarebbe arrivato a trasformare la madre di Alessia Pifferi in una sua aspra accusatrice per paura di “essere, a sua volta, investita dalla pubblica esecrazione”.
L’articolo Alessia Pifferi, le attenuanti della fragilità e della lapidazione mediatica durante il processo: perché i giudici hanno cancellato l’ergastolo proviene da Blitz quotidiano.
