Pfas, i Paesi Ue dovranno monitorare i livelli nell’acqua potabile

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Dal 12 gennaio i Paesi membri dovranno controllare Pfas nelle acque potabili e comunicare alla Commissione i risultati del monitoraggio. In caso di superamento dei valori limite si dovranno adottare misure per informare e proteggere la salute dei cittadini

Dal 12 gennaio, i Paesi dell’Ue dovranno monitorare i livelli di Pfas nell’acqua potabile. I Pfas, ovvero le sostanze perfluoroalchiliche conosciute anche come ‘inquinanti eterni’, sono sostanze chimiche persistenti che possono essere nocive se presenti in quantità eccessive. “Le autorità devono intervenire e informare la popolazione fino a quando l’acqua non sarà nuovamente sicura. Perché tutti hanno diritto ad avere accesso ad acqua potabile sicura”, dichiara sui social l’esecutivo Ue. Le nuove norme sono previste dalla revisione della direttiva sull’acqua potabile e vincolano gli Stati membri Ue a monitorare “in modo armonizzato” i livelli di sostanze per- e polifluoroalchiliche nell’acqua potabile per garantire il rispetto dei nuovi valori limite.

 

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Le capitali dovranno inoltre comunicare alla Commissione i risultati del monitoraggio, in particolare i dati relativi al superamento dei valori limite, agli incidenti e alle eventuali deroghe concesse. In caso di superamento dei valori limite gli Stati membri devono adottare misure per ridurre il livello di Pfas (chiudendo i pozzi contaminati, aggiungendo fasi di trattamento per rimuovere i Pfas o limitando l’uso delle riserve di acqua potabile) per proteggere la salute pubblica, informando al contempo i cittadini. “L’inquinamento da Pfas è una preoccupazione crescente per l’acqua potabile in tutta Europa. Con l’entrata in vigore di limiti armonizzati e di un monitoraggio obbligatorio, gli Stati membri dispongono delle norme e degli strumenti necessari per individuare e affrontare rapidamente il problema”, ha sottolineato la commissaria Ue all’ambiente, Jessika Roswall. Le modifiche alla direttiva sull’acqua potabile sono state adottate nel 2020 e recepite nella legislazione nazionale dei Paesi entro gennaio 2023.

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