Gnl a Pesaro, chiesto un risarcimento da 2 milioni di euro agli attivisti contrari all’impianto

Lisetta Sperindei Roberto Malini. Credit Ansa

Fox Petroli ha intentato una causa per diffamazione nei confronti di Roberto Malini e Lisetta Sperindei che hanno denunciato l’impatto ambientale dell’opera. La legale: “Un atto intimidatorio, lesivo per la democrazia e i diritti civili dei cittadini che vogliono esprimere la propria opinione”

Si è tenuta il 9 gennaio al tribunale di Pesaro la prima udienza del processo sulla causa intentata dalla Fox Petroli nei confronti degli attivisti Roberto Malini e Lisetta Sperindei, accusati dall’azienda petrolifera di diffamazione e per i quali è stata avanzata una richiesta di risarcimento danni per due milioni di euro.

Gli attivisti sono finiti in tribunale per aver criticato un nuovo progetto avviato dalla Fox Petroli che prevede la trasformazione di un sito per lo stoccaggio di prodotti petroliferi in un impianto per la produzione di Gnl. Secondo gli attivisti l’opera avrebbe un impatto ambientale insostenibile in uno spazio già degradato e contaminato dove, stando a un carotaggio effettuato nel 2001, non è stata eseguita nessuna bonifica e le soglie degli idrocarburi risultano sono superiori a quelle previste dalla legge. Le osservazioni, espresse pubblicamente negli ultimi mesi, sono state alla base di un esposto presentato alla procura.

Per la legale degli attivisti, Pia Perricci, dietro la richiesta di un maxi risarcimento da parte della Fox Petroli c’è l’intenzione di mettere un bavaglio a chi si oppone al progetto. “Riteniamo che non ci sia alcuna diffamazione ma che quella della Fox sia una causa fatta per mettere un bavaglio agli attivisti, come anche riconosciuto dalla Comunità europea e dall’Onu, che ha chiesto chiarimenti sia alla Fox che al Governo senza però ricevere risposta – ha affermato la legale – La richiesta di due milioni di euro è un atto intimidatorio, lesivo per la democrazia e i diritti civili dei cittadini che vogliono esprimere la propria opinione. Chiediamo che venga rigettata tutta la richiesta della Fox e che venga riconosciuto un risarcimento danni per azione intimidatoria nei confronti dei miei assistiti, che sarà poi utilizzato per difendere diritti di tutti i vari attivisti. Spetterà al giudice quantificare la somma”.