Accordo maggioranza non c’è, l. elettorale in stand by fino a referendum

Roma, 14 gen. (askanews) – Mettere la riforma elettorale da parte e concentrarsi sulla battaglia per il sì al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia: quella che sembrava una frenata prima della Lega, poi di Forza Italia, diventa una convinzione di tutta la maggioranza, compresa gran parte di Fratelli d’Italia che pure all’indomani delle ultime elezioni regionali del 2025 aveva aperto ufficialmente il dossier con Giovanni Donzelli.

“Un ddl si fa quando la maggioranza trova l’accordo”, dice un ministro di Fdi interpellato in Transatlantico perché se sul passaggio dall’attuale Rosatellum (un sistema misto dove un terzo dei seggi viene assegnato con l’uninominale e due terzi con il proporzionale) al proporzionale con premio di maggioranza sul modello delle Regioni o dei Comuni i partiti di maggioranza sono d’accordo, sono diversi i punti su cui manca l’intesa e le visioni sono distanti.

Quindi, spiegano da Fi, “gli uffici continueranno gli approfondimenti sugli aspetti di costituzionalità e sulla modalità con cui i cittadini dovranno scegliere i parlamentari, così come non escludiamo incontri informali, ma il ‘sentiment’ è quello di concentrarsi sul referendum. Anche per evitare strumentalizzazioni da parte delle opposizioni”. Con loro il dialogo auspicato dalla premier Giorgia Meloni ma anche dal vicepremier Antonio Tajani è difficile possa partire se prima non si trova la convergenza nella maggioranza.

“Credo che l’indicazione del premier sulla scheda – osserva Tajani – non sia in sintonia con la Costituzione, il premier lo indica il capo dello Stato dopo aver ascoltato i rappresentanti parlamentari delle varie forze poltiiche. Si può indicare nel programma”. Quanto alle preferenze, “ci sono perplessità anche da parte di Fi”. Sul punto le alternative che i tecnici stanno vagliando sono diverse: c’è la cosiddetta ‘preferenza agevolata’ prevista dal sistema elettorale della Regione Toscana, con i nomi dei candidati già scritti sulla scheda elettorale. In questo caso quindi il voto di preferenza sarebbe espresso tramite l’apposizione di un segno nella casella accanto al nome e non scrivendo il nome del candidato. Oppure ci sono i listini bloccati corti, già previsti dall’attuale Rosatellum.

Insomma, la linea che prevale in maggioranza è di mettere il dossier riforma elettorale in secondo piano, anche per sottrarsi alle accuse dei partiti di opposizione in campo per il no al referendum che nella battaglia contro la riforma costituzionale della giustizia potrebbero utilizzare anche l’argomento di un’eventuale accelerazione sul superamento del Rosatellum per puntare il dito contro il governo.

[“Evitare strumentalizzazioni opposizione”. Ma proseguono approfondimenti tecnici|PN_20260114_00124|in02|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/01/20260114_182604_37E91941.jpg|14/01/2026 18:26:15|Accordo maggioranza non c’è, l. elettorale in stand by fino a referendum|L. elettorale|Politica]