Roma, 19 gen. (askanews) – “E’ stato un omicidio programmato, il killer è una persona matura che riesce a ragionare, l’unica pena che io ritengo sia giusta è l’ergastolo e se uscisse lo dovrebbero rimpatriare, con tutta la sua famiglia, come esempio”. Lo ha detto Kiru Attia, cugino di Abanoub Youssef, il ragazzo accoltellato a morte lo scorso venerdì all’interno dell’istituto professionale che frequentava a La Spezia da un compagno di scuola, Zouhair Atif. Il giovane è stato intervistato dalla trasmissione Ore 14 in onda su Rai 2 e condotta da Milo Infante.
“Aba cercava di aiutare gli altri, dava priorità al prossimo, cercava di aiutare in casa, gli dispiaceva che tutti lavorassero in famiglia e lui no e così ogni tanto nelle sue poche ore libere scendeva a fare il cameriere nel ristorante sotto casa – ha raccontato Attia -. Quando ho saputo quello che era successo ho pensato per prima cosa che un gesto del genere era molto prevedibile, poteva succedere a chiunque, dato il tipo di scuola che frequentava e dai soggetti che sono iscritti, tutti sapevano che all’interno dell’istituto c’erano queste problematiche”.
“Per chiunque esce col coltello servono pene esemplari, anche se non uccidi nessuno”, ha aggiunto Attia.
