Librai d’Italia in missione a Venezia. Il momento è delicato, il mercato in fermento, l’assalto impietoso e continuo delle big tech miliardarie che usano i libri” piratandoli” senza chiedere il permesso a editori e autori, come ha scritto Noam Chomsky sul New York Times (8 marzo 2023); questo assalto, si diceva, è allarmante. Di qui la necessità di correre ai ripari. Dal 27 al 30 gennaio i librai frequenteranno il seminario della scuola “Umberto e Elisabetta Mauri” per trovare l’identità smarrita, l’identità che salva. Il presidente Alberto Ottieri è convinto che i librai “abbiano un futuro luminoso se riescono a pensare, senza vergogna, al cash flow”.
I nuovi pirati
Il New York Times non ha dubbi e scrive: ”Smettiamo di presentare come intelligenza artificiale e chiamiamola per quello che è, software e plagio. Non crea, copia lavori esistenti da artisti esistenti, e cambia a sufficienza per sfuggire alle leggi del copyright. È il più grande furto di proprietà mai avvenuto dopo le terre dei Nativi Americani da parte dei coloni europei”.
Il seminario di Venezia proverà a dare una risposta a difesa dei libri e dei librai. Una tavola rotonda a cui partecipa il gotha della editoria a cominciare da Brian Murray, ceo di Harper Collins, il secondo editore Usa, unico fra i grandi ad avere fatto un accordo con una big tech.
La scuola dei librai
Tutti a scuola in laguna. Spiega al Carlino di Bologna il presidente Ottieri: ”Abbiamo pensato alla scuola per librai consapevoli che per gestire un punto di vendita non bastano passione e curiosità. Le librerie,con le edicole e le farmacie, sono state gli unici punti aperti durante il lockdown, presidi indispensabili per la cultura e il benessere. Con la pandemia tutto è cambiato: in quel tempo c’è stato un salto di qualità formidabile, un cambio di status. Attraverso i social le librerie sono tornate ad essere punto di riferimento. Oggi i librai sono veri e propri influencer, attivissimi su Instagram e Facebook e noi spieghiamo le regole, come funziona il marketing in rete. Come provare anche a scansare l’impatto della intelligenza artificiale che è il focus del seminario di quest’anno”.
La sopravvivenza delle piccole librerie
Il seminario ne è convinto. Le piccole librerie hanno speranza di sopravvivere ad un patto: quello di darsi una identità precisa che deriva da una specializzazione, in maniera chiara. Conclude Ottieri: ”Nei nostri corsi aiutiamo a risolvere questi problemi. La piccola libreria “del tutto un pò” non ha chances”. Urge la svolta.
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