Confermato il taglio delle emissioni del 90% entro il 2040, ma dal 2036 apertura a crediti di carbonio extra Ue. Slitta al 2028 l’entrata in vigore del sistema Ets2. Pichetto Fratin: “La norma ora è migliore di quella proposta dalla Commissione. Merito riconosciuto all’Italia”
Il Parlamento europeo a Strasburgo ha confermato con 413 voti a favore, 226 contrari e 12 astensioni l’accordo politico raggiunto a dicembre con i Paesi Ue sul taglio delle emissioni del 90% entro il 2040, includendo delle misure di flessibilità per rendere la traiettoria meno rigida. L’intesa prevede la possibilità di contabilizzare, a partire dal 2036, nel bilancio delle emissioni fino al 5% di crediti internazionali di carbonio extra Ue. L’accordo prevede inoltre il rinvio di un anno, dal 2027 al 2028, dell’entrata in vigore del sistema Ets2 per trasporti ed edifici e introduce una clausola di revisione dell’intero obiettivo climatico al 2040 dopo una valutazione periodica da parte della Commissione europea.
L’intesa assicura una serie di garanzie relative ai crediti di carbonio internazionali, tra cui l’impossibilità di finanziare progetti nei paesi partner che sono contrari agli interessi strategici dell’Ue. Il ricorso ai crediti partirà dal 2036 ma una fase pilota sarà istituita per il periodo 2031-2035 per sostenere lo sviluppo del mercato. Attraverso la clausola di revisione sarà inoltre stabilito se i Paesi potranno acquistare un ulteriore 5% di crediti esteri per coprire gli sforzi nazionali post-2030, come richiesto dall’Italia nel corso del lungo negoziato dei mesi scorsi. L’intesa prevede anche la possibilità di utilizzare le rimozioni di carbonio permanenti interne per compensare le emissioni difficili da abbattere nel sistema Ets. Una volta che il Consiglio avrà formalmente approvato l’accordo, il testo entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale Ue. Il target climatico al 2040 è parte della legge Ue sul clima ed è la tappa intermedia tra la neutralità climatica al 2050 e l’obiettivo di ridurre le emissioni del 55% entro il 2030.
Il commento del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin è di tono soddisfatto: “La transizione ecologica è possibile purché pragmatica. È questo l’approccio che il nostro Governo ha voluto imporre, da quando si è insediato, alle politiche climatiche nazionali ed europee. Le flessibilità introdotte nella legge clima approvata oggi dal Parlamento Europeo rendono la norma decisamente migliore rispetto a quella proposta dalla Commissione Europea. Gran parte del merito può essere riconosciuto al lavoro del nostro Paese che, tenendo insieme i suggerimenti del “gruppo dei dieci”, ha contribuito a riscrivere una legge che oggi guarda alla transizione e alla decarbonizzazione salvaguardando la crescita e la competitività”.
