Shopper fuorilegge: sequestrati a Napoli 2 quintali di sacchetti illegali

Due quintali di shopper non conformi bloccati a Napoli. Nonostante la normativa europea, oltre un quarto degli shopper in circolazione resta illegale nonostante il divieto in vigore

A Napoli continua la battaglia contro la diffusione e commercializzazione di shopper di plastica irregolari: mercoledì 11 febbraio la Polizia Locale, attraverso l’Unità Investigativa Ambientale e per le Emergenze Sociali (IAES), ha effettuato un nuovo sequestro di due quintali di sacchetti per l’asporto merci non conformi alla normativa vigente presso un’attività commerciale nella zona di Gianturco. I controlli hanno accertato che il materiale non era né biodegradabile né compostabile secondo gli standard previsti dalla legge, e pertanto è stato sottoposto a sequestro amministrativo. L’operazione s’inserisce nel più ampio quadro di vigilanza che vede le forze dell’ordine impegnate da anni nel contrasto al mercato dei sacchetti fuori legge.

«Continua incessante l’attività della Polizia Locale di Napoli che, in un territorio complicato come quello campano, porta avanti la sua azione di contrasto alla produzione e vendita di shopper illegali – dichiara Luca Bianconi, Presidente di Assobioplastiche – Ringraziamo ancora una volta gli agenti che vigilano sul rispetto delle norme nel settore dei sacchetti per asporto merci: rappresentano un alleato indispensabile per difendere la filiera delle bioplastiche compostabili».

Secondo il comunicato diffuso dall’associazione, nonostante il divieto di utilizzo di sacchetti non conformi sia in vigore da più di dieci anni, oltre un quarto dei sacchetti ancora in circolazione in Italia risulterebbe illegale. Questo non solo rappresenta una violazione normativa, ma costituisce un rischio per l’ambiente e per la corretta gestione dei rifiuti, complicando i processi di compostaggio e riciclo.

Assobioplastiche ha sottolineato l’importanza di strumenti di controllo come la piattaforma online, realizzata con il supporto del Consorzio Biorepack, per la segnalazione di potenziali illeciti nel settore degli imballaggi biodegradabili e compostabili, invitando a rafforzare ulteriormente gli strumenti normativi e operativi a disposizione delle autorità.

Il fenomeno degli shopper illegali non è isolato: negli ultimi anni Napoli è diventata uno dei principali centri in cui sono stati intercettati ingenti quantitativi di buste non conformi. Solo nel marzo 2025 furono sequestrate 2 tonnellate di sacchetti non biodegradabili in un deposito cittadino e qualche mese prima, nell’ottobre 2024, ne sono stati sequestrati 3 quintali nel porto della città.

«Nonostante il nostro Paese sia stato il primo in Europa a mettere al bando questi prodotti quasi 10 anni fa, fenomeni di commercio e distribuzione di sacchetti non conformi persistono – commenta Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente – spesso alimentati da dinamiche di prezzo e da una domanda tuttora significativa. È fondamentale che le forze dell’ordine e le istituzioni, in collaborazione con associazioni di categoria e consorzi di gestione dei rifiuti, continuino a intensificare i controlli per arginare questa forma di illegalità ambientale, che comporta danni economici alla filiera delle bioplastiche compostabili e rischi per la sostenibilità ambientale».