Il Venezuela approva la legge di aministia per i prigionieri politici: liberato Juan Pablo Guanipa, stretto collaboratore della Machado

Il Parlamento venezuelano ha approvato all’unanimità, in seconda e definitiva lettura, la legge di amnistia per la convivenza democratica, al termine di una lunga mediazione tra la maggioranza chavista e la minoranza dell’opposizione. Il via libera arriva dopo una serie di modifiche condivise che hanno sbloccato lo stallo registrato la scorsa settimana.

Il provvedimento, presentato a fine gennaio dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez, mira a favorire la riconciliazione nazionale e riguarda persone processate o condannate per reati legati a fatti politici, dal tentato golpe dell’aprile 2002 fino alla fine del 2025.

Tra i passaggi più controversi del testo definitivo della legge di amnistia approvata oggi dal Parlamento figura l’articolo 7, riformulato e approvato all’unanimità, che consente agli esiliati di regolarizzare la propria posizione tramite un procuratore o un avvocato, impedendo ai giudici di disporre l’arresto una volta avviata la procedura. L’articolo 8 estende inoltre a 13 gli eventi amnistiabili, escludendo esplicitamente la ribellione militare. L’articolo 9 definisce invece le fattispecie escluse dal beneficio, tra cui gravi violazioni dei diritti umani, omicidio volontario, traffico di droga, corruzione e azioni armate straniere contro la sovranità nazionale.

La deputata d’opposizione Nora Bracho ha espresso riserve sul testo finale, pur riconoscendo che la legge “mitigherà la sofferenza di molti venezuelani”. Il collega Pablo Pérez ha chiesto l’inclusione dei sindacalisti arrestati per proteste sul lavoro e perseguiti in base alla legge contro l’odio, richiesta respinta dal presidente del Parlamento, Jorge Rodríguez, che ha annunciato l’esame dei singoli casi da parte di una commissione speciale di monitoraggio.

La legge entrerà in vigore dopo la promulgazione e la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, nel nuovo contesto politico apertosi dopo la cattura e l’estrazione di Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores lo scorso 3 gennaio.

Liberato Juan Pablo Guanipa, stretto collaboratore della Machado

L’oppositore venezuelano Juan Pablo Guanipa, stretto collaboratore della Nobel per la Pace María Corina Machado, ha confermato sui social di aver recuperato la “piena libertà”, poche ore dopo l’approvazione in Parlamento della legge di amnistia per i prigionieri politici detenuti tra il 1999 e il 2025.

L’ex deputato ha tuttavia criticato duramente la legge di amnistia in questione: “È un testo farsa volto a ricattare molti venezuelani innocenti ed escludere molti dei nostri fratelli e sorelle che rimangono ingiustamente dietro le sbarre”, ha dichiarato. Scarcerato una prima volta l’8 febbraio dopo aver trascorso nove mesi dietro le sbarre per “cospirazione”, Guanipa era stato arrestato di nuovo dopo due ore con l’accusa di aver violato i termini della sua libertà condizionata e da allora si trovava ai domiciliari.

I familiari dei prigionieri politici annunciano la fine dello sciopero della fame

I familiari dei prigionieri politici in Venezuela hanno intanto annunciato la fine del loro sciopero della fame, durato 134 ore, davanti al carcere Zona 7 dell’area metropolitana di Caracas, sede della Polizia nazionale bolivariana a Boleíta, nello stato di Miranda. Hanno tuttavia annunciato che la protesta – interrotta dopo l’adozione in Parlamento della legge di amnistia – continuerà in una forma diversa fino al rilascio di tutti i detenuti.

“La lotta non si è fermata qui; continuiamo perché il nostro motto e il nostro grido di battaglia è ‘Tutti devono essere liberi’”, ha detto Yessy Orozco, figlia dell’attivista Fernando Orozco, in un video condiviso sui social dal Comitato per la libertà dei combattenti sociali. “Faremo il passo successivo. Non sarà più uno sciopero della fame, ma un digiuno mirato”, ha aggiunto la donna, sottolineando che alcuni dei manifestanti avevano dovuto rinunciare nel corso dei giorni a causa del peggioramento delle loro condizioni di salute. “Abbiamo una legge di amnistia già approvata; tuttavia, finché non sarà applicata, non ce ne andremo da qui. La nostra lotta continuerà fino alla fine”, ha concluso Orozco.

Delcy Rodríguez
Delcy Rodríguez (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Le parole di Delcy Rodríguez dopo l’approvazione della legge

“Dobbiamo saper chiedere e ricevere perdono. Questa legge apre una porta straordinaria affinché il Venezuela si riunisca”. Queste le parole della presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, subito dopo aver promulgato la legge di amnistia. “Ci stiamo allontanando dall’intolleranza e stiamo aprendo nuove strade alla politica in Venezuela”, ha continuato Rodríguez, che ha poi descritto la legge come un “passo storico verso la pacificazione” e ha indicato che l’obiettivo è che il Paese impari a “vivere insieme in modo democratico e pacifico”.

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