La copertina di marzo della “Nuova Ecologia” accende i riflettori su rischio idrogeologico, eventi meteorologici estremi e mancanza di prevenzione. Spazio al confronto istituzionale: dal 22 al 23 marzo i motivi per votare “No” al referendum spiegati da Giovanni Bachelet
Dal centro abitato di Niscemi alla ferrovia sulla costa tirrenica della Calabria. È un’“Italia in bilico” quella raccontata nella storia di copertina del numero di marzo di “Nuova Ecologia”. Secondo Ispra, sono otto milioni le persone che vivono in aree a rischio idrogeologico. Un fenomeno, quello del dissesto, che riguarda il 94,5% dei comuni italiani. Ma negli ultimi 25 anni alla tutela di un territorio così fragile è stato destinato appena lo 0,05% del Pil, come rivela uno studio dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Arricchiscono la storia di copertina il servizio “Nell’occhio del ciclone”, che ripercorre decenni di allarmi inascoltati, fondi non spesi o spesi male e tolleranza degli abusi, e l’intervista a Flavio Galbiati, fisico dell’atmosfera, che spiega il legame diretto tra crisi climatica, riscaldamento del Mediterraneo ed eventi estremi.
Di sicurezza stradale tratta invece il talk “Città 30 e lode”, che il mensile di Legambiente dedica allo stop del Tar al limite dei 30 km/h introdotto due anni fa a Bologna. Un confronto con il sindaco del capoluogo emiliano Matteo Lepore e il giornalista Luca Valdiserri per ribadire che la strada è di tutti, che ridurre la velocità è una scelta di civiltà che non deve ammettere passi indietro.
Spazio anche al confronto istituzionale, con uno speciale dedicato al referendum confermativo del 22 e 23 marzo sulla riforma della giustizia voluta dal governo Meloni, che se passasse modificherebbe ben sette articoli della nostra Carta fondamentale. “Un no per difendere Costituzione e democrazia”, spiega in un’intervista Giovanni Bachelet, presidente del comitato Società civile per il No.
Nella sezione della rivista dedicata alla divulgazione scientifica, segnaliamo l’articolo “Il futuro amaro della spezia più dolce”: l’80% della vaniglia del mondo cresce nelle coltivazioni in Madagascar, ma il cambiamento climatico ne sta mettendo a rischio la sopravvivenza. L’unico modo per salvarla, sostengono gli esperti, è proteggere le specie selvatiche in America.
Spazio, poi, alle vertenze territoriali. Come quella raccontata in “Una diga contro la logica”. Il grande invaso di Vetto che si vuole realizzare sul fiume Enza, fra Parma e Reggio Emilia, è una scelta imposta “dall’alto”, che preoccupa i cittadini per il rischio frane, denunciato dallo stesso
Ordine regionale dei geologi. Infine, il fumetto del mese: “Il suo odore dopo la pioggia”, l’adattamento di José Luis Munuera dell’omonimo bestseller di Cédric Sapin-Defour, per innamorarsi ancora “dell’umanità riflessa negli occhi di un cane”. Questi, e molti altri, i contenuti da leggere su “Nuova Ecologia” di marzo.
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