Ranucci presenta il suo libro a Roma e attacca Nordio ed ECM

Milano, 5 mar. (askanews) – E’ stato presentato oggi a Roma, alla presenza del sostituto procuratore nazionale antimafia Nino Di Matteo, il nuovo libro di Sigfrido Ranucci, Il ritorno della casta (Bompiani). Un volume dedicato alla riforma costituzionale della Giustizia (e non solo). L’autore, nel corso dell’evento, ha anticipato al pubblico anche alcuni contenuti del prossimo ciclo di puntate di Report, svelando che la trasmissione tornerà sul caso ECM e su quelli che considera buchi nelle rassicurazioni che il ministro Nordio e il suo ministero hanno fornito pubblicamente al riguardo. In particolare ha spiegato Ranucci: “Mentre il ministro Nordio rassicurava parlamentari, magistrati e opinione pubblica sulla inviolabilità dei computer della Giustizia, i tecnici del ministero si affannavano a intervenire su ECM, il sistema informatico che – come svelato da un’inchiesta di Report – è installato sui 40 mila pc dell’amministrazione giudiziaria, che ufficialmente consente di aggiornarli, ma potrebbe permettere l’intrusione da remoto anche senza la notifica all’utente da parte dei tecnici informatici del ministero”.

Il tema sollevato da Report non è mai stato dunque ECM, un software piuttosto comune in ambito informatico e utilizzato in diversi ambienti aziendali, ma il suo corretto utilizzo e la governabilità in un contesto sensibile come quello della Giustizia.

Un tema caro all’autore che nel nuovo volume ripercorre tutte le principali tappe normative che hanno segnato il rapporto tra politica e giustizia stessa: dalla riforma Castelli del 2005, varata durante il secondo governo Silvio Berlusconi, ma incompleta perché una parte fu rinviata alla Camere dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per profili di incostituzionalità, alla riforma promossa da Clemente Mastella, fino alla riforma Marta Cartabia con l’introduzione dell’improcedibilità e nuove disposizioni in materia di comunicazione giudiziaria.

Il presente è fosco, secondo Ranucci. Che ha detto al pubblico: “Report ha le prove che, pochi minuti dopo l’anticipazione dei contenuti della sua inchiesta e soprattutto dopo la messa in onda del servizio, si è verificata un’intensa attività di e su ECM. Nei registri presenti nei Pc in dotazione ai Magistrati, risulta infatti una massiccia concentrazione di log, decine di file che documentano eventi, operazioni e attività svolte da un software, proprio nella mattinata di lunedì 26 gennaio, all’indomani della puntata di Report trasmessa domenica 25, che il ministro Nordio aveva bollato come spazzatura”. Cosa hanno cercato di fare i tecnici del ministero dopo il servizio di Report e su ordine di chi? Questa la domanda emersa nel corso della presentazione di Il ritorno della casta. Tutti gli sviluppi, ha confermato Ranucci, saranno contenuti in una delle prossime puntate di Report.

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