Ex Ilva, Legambiente al Mase: “Senza parere Iss si sospenda la produzione”

Una vista di Taranto, sullo sfondo le ciminiere dell'acciaieria ex Ilva

Per l’associazione ambientalista: ‘Sono passati quattro mesi senza valutazioni sullo studio sanitario’. La sospensione era stata proposta dal Tribunale di Milano per rischi alla salute

Legambiente ha scritto al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica a proposito dell’Aia dell’ex Ilva di Taranto denunciando che “sono decorsi quattro mesi dalla presentazione da parte di Acciaierie d’Italia dell’aggiornamento dello studio di valutazione di impatto sanitario” senza che sul sito del ministero risulti pubblicata “la relativa valutazione dell’Istituto superiore di sanità”.
L’aggiornamento è stato trasmesso “con comunicazione del 4 novembre 2025” in ottemperanza alla prescrizione numero 2 del parere istruttorio conclusivo d Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) rilasciata il 25 luglio 2025 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 4 agosto 2025. La prescrizione imponeva all’azienda di presentare inderogabilmente entro tre mesi lo studio aggiornato all’Iss e all’autorità di controllo, con i dati su emissioni di NO2 e SO2, sulla centrale AdI Energia e sugli scenari di esposizione per arenili e aree ricreative.

Secondo Legambiente, il termine dei 30 giorni dal ricevimento dei dati previsto per il parere dell’Iss “è abbondantemente decorso” ma “non si conoscono ancora le valutazioni dell’istituto né eventuali richieste di integrazioni documentali”.
Per l’associazione “la prescrizione n.2 dell’Aia non può in alcun modo essere disattesa”. Per questo chiede al Mase di pubblicare le valutazioni dell’Iss e avverte che “in assenza di parere positivo sull’aggiornamento della valutazione di impatto sanitario” deve essere avviata la procedura che prevede “la sospensione delle attività produttive dell’area a caldo dello Stabilimento dal 24 agosto 2026” richiesta dal Tribunale civile di Milano su ricorso dei residenti del Comune di Taranto.

Il Tribunale fa riferimento esplicito a “rischi attuali di pregiudizi alla salute” e chiarisce che il decreto non è allo stato esecutivo e lo diventerà solo se non impugnato.

Un parere negativo dell’Istituto Superiore di Sanità sull’aggiornamento della valutazione di impatto sanitario, per cui non venga assicurata l’assenza di rischi inaccettabili per la salute, per Legambiente, implicherebbe l’immediata sospensione delle attività disciplinate dall’attuale Aia.

Leggi anche L’ACCIAIO OLTRE IL CARBONE