Dal Belgio alla Svezia, passando per la Francia, la Spagna e la Germania, i ministri della Cultura e degli Affari Esteri di 22 Paesi europei, compresa l’Ucraina, hanno sottoscritto una lettera per invitare la dirigenza della Biennale di Venezia a “riconsiderare la partecipazione della Federazione Russa all’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia”. Si tratta della 61esima edizione che aprirà il prossimo 9 maggio.
“Riteniamo che la partecipazione della Federazione Russa alla Biennale di Venezia sia inaccettabile nelle attuali circostanze” scrivono. Nella lettera i ministri ricordano che la Federazione Russa è ancora soggetta a sanzioni europee e internazionali, anche in ambito culturale,”imposte per la violazione del diritto internazionale e della sovranità dell’Ucraina. In questo contesto, concedere alla Russia una prestigiosa piattaforma culturale internazionale invia un segnale profondamente inquietante”.
I firmatari esprimono pertanto la loro “profonda preoccupazione per il rischio significativo di una strumentalizzazione da parte della Federazione Russa della sua partecipazione alla Biennale di Venezia, per proiettare un’immagine di legittimità e accettazione internazionale in netto contrasto con la realtà della guerra in corso della Russia contro l’Ucraina e la distruzione del patrimonio culturale ucraino, e con le sanzioni europee e internazionali”. E rilevano anche “la natura politica del progetto associato al Padiglione russo e i suoi sospetti legami con individui strettamente legati all’élite politica russa. Questi collegamenti sollevano seri interrogativi sul rischio che la diplomazia culturale statale venga presentata sotto le mentite spoglie di uno scambio artistico”.
La lettera è firmata, oltre che dalla ministra della Cultura dell’Ucraina Tetyana Berezhna, dai ministri della Cultura e degli Esteri di Austria, Belgio (hanno firmato tre ministri), Bulgaria, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna e Svezia.
Ue: “Possibili sospensioni dei finanziamenti se partecipa la Russia”
Anche la Commissione europea critica la decisione della Biennale di Venezia di riaprire il padiglione russo. La vicepresidente della Commissione, Henna Virkkunen, e il commissario all cultura, Glenn Micallef, avvertono della possibilità che vengano sospesi i finanziamenti che la Biennale riceve dall’Unione Europea.

Il ministro Giuli contrario alla partecipazione russa
Anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli è nettamente contrario alla partecipazione dei russi. Durante la presentazione del Padiglione italiano che, però, si è svolta al Ministero della Cultura, Giuli ha spiegato: “Come ministro della Cultura ritengo che l’arte di un’autocrazia sia libera soltanto nella misura in cui sia dissidente rispetto a quella autocrazia. Quando è scelta dai vertici di uno Stato autocratico, non ha la libertà consentita alla pura espressione artistica: quell’espressione che il popolo ucraino vede ogni giorno calpestata dalle bombe della Russia che, da oltre quattro anni, ne ha invaso i confini, le case, la libertà” .
Il presidente della Fondazione La Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco, a fine incontro ha ringraziato il ministro. Buttafuoco è però daccordo alla partecipazione russa alla Biennale, “perché questa diversità di posizione, dettata dalle regole, dalle procedure e dalle leggi perfino quelle internazionali, conclama l’autonomia di una istituzione che da 130 anni in una città speciale e particolare, qual è Venezia, costruisce il sentiero dove chiusura e censura sono ancora una volta fuori dall’ingresso della Fondazione La Biennale“.
L’articolo “No alla Russia alla Biennale di Venezia”, la lettera di protesta firmata da 22 paesi europei proviene da Blitz quotidiano.
