Raffaele Sollecito torna al centro dell’attenzione pubblica con una riflessione sul rapporto tra esseri umani e animali. In un intervento diffuso sui social, ha denunciato quella che definisce una contraddizione culturale profonda: “La nostra società ha una forte dissonanza cognitiva perché trattiamo gli animali più vicini a noi, come i cani e i gatti, come esseri senzienti, che hanno dei sentimenti, provano dolore e sono simili a noi. Poi però quando si tratta dei cosiddetti animali da lavoro ci dimentichiamo totalmente che sono individui anche loro”.
Le parole arrivano a pochi giorni dalla sua partecipazione al Chimera Veg Fest, in programma a Brescia l’11 e 12 aprile. Un evento dedicato ai temi del veganismo, dei diritti animali e della sostenibilità, dove Sollecito interverrà portando la sua esperienza personale.
Raffaele Sollecito, l’esperienza in carcere e il paragone con gli animali
Sollecito, coinvolto in passato nel caso dell’omicidio di Meredith Kercher e successivamente assolto in via definitiva, ha ricordato il periodo trascorso in carcere, sottolineando il senso di privazione della libertà.
“Ho vissuto sulla mia pelle – ha ricordato Sollecito – quello che significa essere privato della libertà e vivere in una condizione in cui devi costantemente aspettare e fare quello che ti dicono di fare, non poter mai scegliere della tua vita vedendo tutto da una gabbia o una cella. Perché la potete chiamare nel modo in cui volete ma si tratta sempre della stessa cosa”.
Da questa esperienza nasce il parallelo con la condizione degli animali, che secondo lui vivono una realtà simile, se non peggiore, in termini di restrizioni e sfruttamento.
L’intervento al Chimera Veg Fest e le polemiche
Durante il festival, Sollecito affronterà apertamente il tema del rapporto tra detenzione umana e animale. “Andrò al Chimera veg fest – ha detto ancora Sollecito – a parlare di quella che è la dissonanza cognitiva e le analogie che ci sono tra l’incarcerazione umana e quella animale. Praticamente la stessa cosa. Anzi, per gli animali è molto peggio perché vengono sfruttati, violentati”.
Le sue dichiarazioni sono destinate a far discutere, soprattutto per il paragone diretto tra la condizione dei detenuti e quella degli animali destinati al lavoro o alla produzione alimentare.
L’articolo Raffaele Sollecito: “Animali come prigionieri”, il confronto tra carcere e sfruttamento animale proviene da Blitz quotidiano.
