Roma, 1 apr. (askanews) – Le cronache parlamentari fanno registrare, soprattutto da parte di esponenti di Fratelli d’Italia, un’intensificazione dei richiami alle vicende legate alla gestione della pandemia da Covid-19 o alla controversa questione del rapporto fra superbonus e conti pubblici, in attacchi rivolti ormai quotidianamente all’indirizzo del leader del M5S, Giuseppe Conte. Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, prende spunto dall’incontro in un ristorante romano fra l’ex premier e Paolo Zampolli, emissario di Donald Trump, rivelato dal quotidiano Libero, per chiedersi “cosa faceva ieri a pranzo con l’emissario di Trump a Roma, chiuso come al suo solito in una stanza, a parlare di vicende esattamente opposte rispetto a quelle che poi quando va in piazza con i propal, con gli antagonisti, con chi prende a martellate questo e quell’altro”. Gelida la replica dell’ex premier: “Ognuno per carità nella vita privata fa quel che vuole, però ricordiamoci che (Bignami, ndr) è uno che si diverte, quando c’è festa, a indossare la divisa nazista. Io credo che ormai il Governo, da Giorgia Meloni in giù, ed in particolare Fratelli d’Italia, hanno perso qualsiasi lucidità”.
Sul Covid Conte ribadisce che “ancora ieri la magistratura ha archiviato anche una residua inchiesta che c’era, a parte la posizione di Arcuri che è stata chiarita, ma anche di un suo collaboratore che ancora rimaneva indagato ed è stata chiarita. E allora diventa assolutamente ridicolo che loro continuino a propalare queste falsità quando invece dovrebbero occuparsi delle truffe reali Covid della Santanchè, eppure l’hanno tenuta tre anni al suo posto”.
Quanto allo scoop del quotidiano del gruppo Angelucci, “posso assicurare a Bignami e a tutto il cucuzzaro che non ho detto né più né meno che quello che ho sempre detto pubblicamente”, cioè che le azioni di Trump in Venezuela e Iran sono illegali e che l’Italia non dovrebbe concedere le basi ai militari statunitensi nemmeno per il supporto logistico alla guerra. A Zampolli, afferma, “ho detto ‘spiega al presidente Trump che se lui è per Maga, Make America Great Again, io sono per Miga’, Make Italy Great Again”.
Non è passata inosservata, fra i frequentatori a 5 stelle delle aule parlamentari, la coincidenza temporale dell’intensificarsi degli attacchi con l’apertura di Conte alle primarie di coalizione e la diffusione di qualche sondaggio che lo darebbe vincente nella competizione con la segretaria del Pd, Elly Schlein. Ma c’è coincidenza temporale anche con il recente endorsement di un autorevole commentatore come Paolo Mieli per il leader M5S, anche se più che per elogiare la maggiore cautela “atlantista” mostrata da Conte sui rapporti con la Russia e la guerra in Ucraina, è sembrata più che altro di una sorta di punzecchiatura nei confronti della segretaria del Pd Elly Schlein. In aula a Montecitorio è Riccardo Ricciardi, presidente dei deputati stellati, a sintetizzare la visione dei contiani, parlando di “disperazione del governo” e sottolineando che per l’incontro con Zampolli “Conte è andato in un ristorante pubblico, invece Delmastro va in ristoranti in cui si sospetta si riciclino i soldi della camorra”. Sarcastico il suo collega di gruppo Enrico Cappelletti: “Conte non ha ancora vinto le primarie, quindi è inutile che vi scaldiate”. Sulla stessa linea gli umori che si registrano negli ambienti del Movimento più vicini a Conte: quella contro il presidente del M5S è “una guerra preventiva” visto che “ultimamente soffia un po’ di vento in poppa nelle sue vele”.
