È finita in un resort di lusso a Vietri sul Mare la latitanza di Roberto Mazzarella, considerato a capo dell’omonimo clan attivo a Napoli e provincia: i carabinieri lo hanno arrestato nella notte scorsa.
L’uomo, classe 1978, non ha opposto resistenza ed era inserito nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità del Ministero dell’Interno. Si nascondeva in una struttura esclusiva, con soggiorni da circa mille euro a notte, dove è stato individuato e bloccato dopo mesi di ricerche.
Mazzarella era irreperibile dal 28 gennaio 2025, quando era riuscito a sfuggire a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli su richiesta della Dda partenopea. È accusato di omicidio aggravato dal metodo mafioso.
Secondo gli inquirenti, il boss sarebbe mandante ed esecutore dell’omicidio di Antonio Maione, ucciso il 15 dicembre 2000 in una salumeria di Napoli in una vendetta trasversale. “La vendetta scattò a San Giovanni a Teduccio”, storico feudo del clan, e fu portata a termine con un agguato a colpi di pistola.
Il delitto, legato all’uccisione di Salvatore Mazzarella, ha trovato una svolta investigativa dopo 24 anni, portando all’emissione del mandato di cattura nel 2025. Da allora la fuga del boss, durata poco più di un anno, si è conclusa con l’arresto nella notte.
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