“Forse chi non conosce e non comprende il dramma di una famiglia distrutta dovrebbe perlomeno tacere”. Questo lo sfogo di Norma Iacaccia, la mamma di Nicolò Borghini, il 34enne ucciso il 19 gennaio del 2025 dal padre Edoardo al culmine di un’aggressione da parte del figlio ai genitori nella villetta di famiglia a Ornavasso (Verbano-Cusio-Ossola).
“Con estremo dolore voglio scrivere queste poche righe perché ritenevo e ritengo che la vita di un ragazzo giovane, come era mio figlio Nicolò, deve essere valutata nella giusta misura” si legge in una lettera aperta scritta dalla donna e diffusa dal suo avvocato Maria Grazia Medali. Nel testo la donna chiarisce di non essere “contro” il marito, condannato in corte d’assise a Novara a undici anni, ma sottolinea che il figlio “aveva anche tante qualità”.
“Mi sono trovata di fronte a persone che, con commenti a dir poco ingiuriosi, mi hanno attaccato e hanno attaccato anche Nicolò. Non vi è stata neppure la pietà nei confronti di una persona che è venuta a mancare – sottolinea Norma Iacaccia -. I commenti provenivano da persone che non hanno mai conosciuto Nicolò ma che si sono sentite in diritto di giudicare lui e me”.
“Questa è l’ultima volta che mi esprimo pubblicamente – conclude la donna – ma ricordo a chi non conosceva e si è permesso di giudicarlo che, pur avendo dei problemi, era un ragazzo con tante risorse, affezionato alla zia Tiziana (la donna che viveva in casa con madre, padre e figlio e che era presente la sera dell’aggressione e dell’omicidio, ndr) e molto in confidenza con me. I drammi familiari vanno compresi, non giudicati. Nessuno mi ridarà mio figlio”.
L’articolo “Chi non comprende il dramma deve tacere”. Lo sfogo della donna il cui marito uccise il figlio che li aveva aggrediti proviene da Blitz quotidiano.
