Non più soltanto un’Italia di piccoli borghi e centri diffusi, ma un Paese che si sta riorganizzando sempre più attorno a poli urbani e fasce costiere. Secondo i dati ISTAT contenuti nel report “Geografie funzionali per l’analisi territoriale” (2026), oltre il 30% della popolazione italiana vive oggi nel 4% dei Comuni, segno di una forte concentrazione demografica in aree altamente urbanizzate.
In particolare, il 36,8% degli abitanti si distribuisce in appena 298 Comuni classificati come “zone densamente popolate”, caratterizzate da elevati livelli di urbanizzazione e densità abitativa. Si tratta di territori che, pur rappresentando una quota minima del totale nazionale, concentrano la parte più dinamica della popolazione e delle attività economiche. Al contrario, le aree interne e rurali continuano a perdere residenti, anche a causa di una minore disponibilità di servizi essenziali come sanità, istruzione e trasporti.
Un altro elemento centrale del rapporto riguarda la crescita delle cosiddette “città estese”, passate in dieci anni da due a undici. In queste realtà il confine tra centro urbano e hinterland è ormai quasi scomparso, dando vita a sistemi territoriali continui e integrati. In parallelo si rafforza il ruolo delle Zone Urbane Funzionali (FUA), che includono le città e le rispettive aree di pendolarismo: vi risiede il 58,7% della popolazione italiana e mostrano una crescita dell’1,1% tra il 2011 e il 2024, a fronte di un calo generale della popolazione nazionale.
L’articolo La nuova mappa dell’Italia: oltre il 30% degli abitanti concentrato nel 4% dei Comuni proviene da Blitz quotidiano.
