Svolta nelle indagini sulla morte di Andrea Sciorilli, 21 anni, trovato senza vita nel garage del condominio in cui viveva a Vasto, in provincia di Chieti. Il padre, Antonio Sciorilli, è stato fermato al termine di un lungo interrogatorio nella caserma dei carabinieri, come confermato dal suo legale Massimiliano Baccalà. L’uomo è stato poi trasferito in carcere.
Nel corso dell’interrogatorio, il 52enne avrebbe ammesso le proprie responsabilità, confessando l’omicidio del figlio e dicendo: “Mio figlio era un violento”.
Nel 2024 i genitori e la sorella di Andrea Sciorilli, secondo le prime notizie, presentarono una denuncia per maltrattamenti in famiglia, fatto che portò all’apertura di un fascicolo per ‘Codice Rosso’, che attiva una serie di procedure per garantire una tutela immediata alle vittime. Il giovane era allora diciannovenne. La denuncia fu in seguito ritirata dagli stessi estensori.
L’omicidio al culmine di una lite
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il delitto sarebbe maturato al culmine di una lite familiare, legata anche a questioni di lavoro. L’aggressione sarebbe iniziata nell’appartamento e proseguita nel garage, dove il giovane è stato colpito più volte con un’ascia. L’arma, inizialmente non trovata, sarebbe stata poi indicata dallo stesso indagato.
A dare l’allarme non sarebbero stati i familiari ma un vicino, che avrebbe visto il padre accanto al corpo. Inutili i soccorsi del 118. Sul cadavere sono state riscontrate diverse ferite da taglio; l’autopsia è stata fissata per il 22 aprile.
Il procuratore di Vasto, Domenico Angelo Raffaele Seccia, ha parlato di “un delitto nato, purtroppo, in un ambiente di contrasti familiari che si sono acuiti in maniera esponenziale negli ultimi tempi”.
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