Dignità e cambiamento nel centro San Daniele Comboni di Castel Volturno

Centro Comboniani Castel Volturno

Sul litorale Domizio, i missionari comboniani, da 30 anni portano un’alternativa fatta di doposcuola, scuola di italiano, teatro, catechismo. E tante attività che guardano al futuro. Nel ricordo di Papa Francesco

Una comunità dove non c’era una comunità ma solo individualismo. Una frase che sintetizza il desiderio che si è fatto progetto a Castel Volturno, una delle aree più contraddittorie d’Italia grazie ai Comboniani. I missionari hanno scelto di venire qui 30 anni fa, in una terra contesa, dal mare, dalla criminalità, dalla storia, che ricorda i percorsi della Roma imperiale e le ville dei patrizi e oggi vede rifiuti disseminati tra pinete e strade.

Per dimostrare che è possibile anche un’altra idea di sviluppo, nonostante le case abusive e il degrado sociale, il 14 novembre 2025 è nato un progetto che mette insieme istruzione, ambiente, sport ed educazione.

Il centro è dedicato a Daniele Comboni, il santo che ha ispirato donne e uomini partiti dall’Italia dal 1800, in missione per gli ultimi della terra, come fece lo stesso Comboni per contrastare sopraffazione e schiavismo in Africa.

«Esiste una considerevole enclave di migranti e italiani in gravissima difficoltà economica, sociale e culturale», racconta padre Daniele Moschetti, colui che con padre Filippo Ivardi Ganapini, padre Daniel Gbedenya e Simone Parimbelli, un laico missionario, ha pensato, voluto e alla fine realizzato un centro di svariate attività in una zona della fatidica terra dei fuochi. Una “discarica” sociale e disumana di problemi, sfide e persone che alimentano l’industria dello sfruttamento lavorativo, dello spaccio di droga, dello smaltimento illecito dei rifiuti e della prostituzione, dicono gli stessi missionari che, dopo esperienze in Medio Oriente, Africa e America Latina, hanno capito che anche l’Italia era terra missionaria. Sul Litorale Domizio, tra Napoli e Caserta, la presenza della criminalità si respira a pieni polmoni per gli affari che vanno dai rifiuti all’edilizia. «Eppure, tra tanta sofferenza, vive un popolo semplice, assetato di dignità e cambiamento», rimarcano gli autori del progetto. “Prima con l’Associazione Black&White, che organizza le attività di studio dell’italiano per stranieri, e dopo con l’invito di Papa Francesco al 19° Capitolo Generale il 18 giugno 2022 dove disse: dovete andare oltre”, si è messo in moto il progetto sociale. E così in questa ragnatela di vie tra campagne, dove gli immigrati lavorano quasi sempre a nero e le donne sono invitate in Italia per diventare parrucchiere o cassiere e si ritrovano a prostituirsi, i Comboniani hanno capito che era tempo di un comunicare con i fatti che esiste un’alternativa.

Adesso il doposcuola, la scuola di italiano, il teatro, il catechismo che laici e missionari portano avanti con entusiasmo, passione e determinazione in questo territorio, utilizzerà i nuovi spazi. La parrocchia territoriale, con italiani e migranti realizzata nel mese di giugno, coinvolge la comunità di San Gaetano Thiene a Pescopagano, a un chilometro da dove vivono i Comboniani a Destra Volturno.

I progetti dell’Associazione Black and White ETS, animano il centro Comboni in spazi colorati e allegri. I ragazzi del servizio civile sono già entrati in azione e incontrando giovani e bambini. Il giorno dell’apertura del complesso ha visto sindaci, vescovi e tanta gente anche dai comuni vicini, trascorrere un’occasione di festa. Dove c’era una campagna abbandonata, rovi e incuria adesso un campo di calcio vede ragazzini rincorrere un pallone e ambienti per giocare e divertirsi.

«Un centro aggregativo sognato, sviluppato e realizzato con l’intenzione di portare insieme uomini e donne, bambini, giovani e anziani di varie realtà culturali e nazioni che fanno parte di un territorio difficile e martoriato di Destra Volturno – Pescopagano, adesso è una opportunità da vivere a pieno», spiega padre Moschetti, certo che in tanti capiranno che anche qui è possibile voltare pagina.

Un anno fa, il 21 aprile 2025 si spegneva papa Francesco. Le sue parole rimangono vive in tante comunità di quella periferia che aveva messo al centro del suo pontificato. Anche a Castel Volturno (Ce) dove il centro sociale, sorto in un’area marginale, è spazio di incontro tra culture diverse, oasi di preghiera e rispetto dell’ambiente.