La monarchia inglese ci affascina e c’è un motivo ben preciso: da Elisabetta II a Carlo, non riusciamo a farne a meno

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La monarchia inglese ci affascina e c’è un motivo ben preciso: da Elisabetta II a Carlo, non riusciamo a farne a meno

La monarchia inglese ancora oggi ci affascina. Cerchiamo di capire i motivi di questa fama incontrastata che cresce sempre di più.

La monarchia inglese è parlamentare ed ha come attuale monarca Carlo III. La sua istituzione, così come la conosciamo oggi, risale al 1215, con l’emanazione della Magna Carta Libertatum. Pur non avendo particolari legami con l’Italia, il nostro Paese (e non solo per dire la verità) è da sempre affascinato dalle vicende della Royal Family. Questa ossessione è stata soddisfatta da una serie TV Netflix (The Crown), che ha fatto numeri straordinari in tutto il mondo, ma perché ci piace tanto la monarchia britannica?

Questa istituzione rappresenta un punto fermo nella storia del mondo. La Royal Family britannica viene vista come un punto fermo che resta nel tempo, unendo popoli sotto un unico simbolo di continuità. Il re/regina viene visto così come una figura rassicurante nell’instabilità del mondo attuale.

Inoltre quando si parla di monarchia britannica si scivola inevitabilmente anche sul concetto di religione. Il sovrano, infatti, è anche il governatore supremo della Chiesa d’Inghilterra istituita. Inoltre, durante l’incoronazione c’è una parte molto particolare chiama “unzione”. Qui il sovrano viene coperto da un baldacchino di seta d’oro (è l’unica parte della cerimonia che anche oggi non viene mostrata), e viene unto con gli Oli Santi. Una sorta di benedizione divina per il re.

Per quanto concerne la discendenza, sino a che Elisabetta II non cambiò il regolamento, prevedeva che il re sarebbe stato sempre il primo figlio maschio, salvo l’assenza di prole di questo genere. Elisabetta, infatti, divenne regina proprio in quanto suo padre aveva solo 2 figlie femmine e lei era la primogenita. L’ultima sovrana donna però ha modificata la regola dando le stesse opportunità ad ambo i sessi. L’abolizione della primogenitura maschile è del 2013.

Tutto cambia per non cambiare mai: da Elisabetta II a Carlo III

La monarchia britannica si è spesso mostrata anche molto al passo con i tempi. Proprio questo ha fatto in modo che non venisse messa al bando dal proprio Paese come invece accaduto in altri Stati. Ad esempio durante la 2a guerra mondiale, il papà di Elisabetta II, Giorgio VI, nonostante il conflitto e Hitler che minacciava l’Inghilterra, lui non lasciò mai Londra ed ansi spinse le sue figlie a dare una mano ai militari inglesi che tornavano dalla guerra. Tutto questo unì molto il popolo britannico e fece risaltare la figura di Giorgio VI come grande vincitore del conflitto.

Di recente in Inghilterra addirittura è arrivata la prima arcivescova di Canterbury donna, Sarah Mullally. Inoltre l’inno inglese è uno dei pochi (se non l’unico) che cambia in base al proprio sovrano. Con Elisabetta II, infatti, recitava God save the Queen, mentre ora con Carlo III è diventato God save the King, e sarà così almeno per i prossimi 2 regni.

Negli anni recenti inoltre la Royal Family, nonostante qualche scandalo di troppo, ha saputo reinventarsi e diventare brand. Oggi, infatti, rappresenta una parte consistente dell’economia britannica. Ci sono tante persone che vanno lì solo per il monarca, comprano souvenier a tema Royal Family e visitano le loro residenze messe a disposizione del pubblico. Un giro di soldi decisamente importante. Per quanto riguarda il modo di intendere la monarchia, Elisabetta II è stata capace in 70 anni di regno di tenere il suo ruolo in maniera impeccabile, non facendo mai trasparire alcuna idea o inclinazione politica di qualche tipo. Decisamente diverso invece l’approccio di Carlo III, fervido ambientalista, che si è spesso battuto con forza per le cause che gli stavano a cuore. In un modo o nell’altro però la monarchia inglese rappresenta ieri, oggi e domani qualcosa di fisso e duraturo nel tempo. Un punto fermo in un mondo che va in pezzi e forse proprio per questo ci aggrappiamo ogni tanto a quella favola.

La monarchia inglese ci affascina e c’è un motivo ben preciso: da Elisabetta II a Carlo, non riusciamo a farne a meno
Antonio Russo