Il governo sta per mettere a punto la definizione del nuovo decreto con oggetto il lavoro, in vista del primo maggio: è atteso oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri.
Un decreto che nelle intenzioni punta a estendere e consolidare l’applicazione del salario giusto, subordinando gli incentivi all’effettiva applicazione da parte del datore di lavoro. Dopo la nuova riunione nel pomeriggio a Palazzo Chigi, la conferma dell’approdo in Cdm nella prima data prevista questa settimana (l’altra è quella del 30 aprile) con le ultime limature al testo.
“Salario giusto”, rider
La bozza vede tra le novità gli incentivi all’occupazione solo a chi applica “il salario giusto” e, tra gli interventi, la proroga fino a fine anno dei bonus (in scadenza il 30 aprile) per le assunzioni dei giovani under 35, di donne lavoratrici svantaggiate e nell’area Zes.

Altra novità riguarda i rider: l’accesso alla piattaforma digitale può avvenire con Spid, Carta di identità elettronica (Cie), Carta nazionale dei servizi (Cns) oppure con un account rilasciato dalla stessa piattaforma con un sistema di autentificazione a più fattori.
L’obiettivo è quello di rafforzare le tutele per i ciclofattorini. La piattaforma non può rilasciare più di un account per ogni codice fiscale, né commissionare prestazioni temporalmente inconciliabili allo stesso lavoratore: la violazione comporta una sanzione che nella bozza resta da quantificare.
Un capitolo ad hoc è dedicato al salario giusto. Il governo ha deciso di non esercitare la delega, scaduta il 18 aprile, mentre le parti sociali stanno portando avanti un confronto con l’obiettivo di arrivare ad un accordo sulla rappresentanza e contro i contratti pirata.
Nella bozza del decreto ci sono, intanto, i criteri per l’individuazione del salario giusto e si indica che l’accesso ai benefici previsti dal testo “è consentito in caso di trattamento economico individuale corrisposto non inferiore al trattamento economico complessivo determinato” sulla base della definizione.
Trattamento economico complessivo (tec)
Per l’individuazione del salario giusto si fa riferimento al trattamento economico complessivo (tec) definito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale: rispetto al quale anche gli altri accordi non possono essere inferiori.
C’è pure il richiamo ai contratti più applicati. Sul fronte dei rinnovi contrattuali, nella bozza c’è l’adeguamento parziale dei contratti scaduti all’inflazione programmata.
Arriva, in via sperimentale, la copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro per le persone che svolgono l’attività di caregiver familiare.
L’articolo Cosa c’è nel decreto lavoro: incentivi solo a chi applica il salario giusto, novità rider, rinnovi proviene da Blitz quotidiano.
