Sfratti lampo, cambia tutto: 10 giorni per lasciare casa e sgombero in un mese

Il decreto sicurezza promosso dal governo guidato da Giorgia Meloni punta a rivoluzionare la gestione delle occupazioni abusive e delle morosità, intervenendo soprattutto sui tempi della giustizia civile, oggi spesso lunghi e complessi.

Il disegno di legge, attualmente all’esame del Parlamento, introduce il cosiddetto “sfratto lampo”, una procedura accelerata pensata per garantire ai proprietari il rientro in possesso dell’immobile in tempi molto più rapidi rispetto al passato. Dopo la notifica dell’atto di precetto, l’inquilino avrà soltanto 10 giorni per lasciare spontaneamente l’abitazione.

Se questo termine non viene rispettato, scatterà immediatamente la fase esecutiva. L’obiettivo dichiarato è quello di concludere l’intero sgombero entro un massimo di 30 giorni, riducendo drasticamente i tempi che oggi possono protrarsi anche per anni.

Morosità e nuove regole: cosa cambia davvero

La riforma interviene anche sul tema della cosiddetta morosità incolpevole, cioè quando l’inquilino non riesce a pagare l’affitto per cause indipendenti dalla propria volontà, come perdita del lavoro o malattia.

In questo caso viene introdotta una soglia di tolleranza leggermente più ampia: lo sfratto accelerato potrà partire solo dopo il mancato pagamento di due mensilità, mentre oggi può scattare già dopo un solo canone non versato con ritardo prolungato.

Una volta superata questa soglia, però, la procedura diventa molto più rapida e senza le attuali lungaggini burocratiche. Le nuove regole si applicherebbero indistintamente a tutte le tipologie di immobili, dalle abitazioni principali alle seconde case, fino agli immobili destinati a investimento.

Meno tutele e nasce una nuova autorità

Tra le novità più rilevanti c’è anche la creazione dell’Aes, una nuova autorità pubblica incaricata di gestire le esecuzioni degli sfratti. Questo organismo avrebbe il compito di rendere più efficiente e uniforme l’intervento sul territorio, alleggerendo il carico della giustizia civile.

Parallelamente, il testo ridefinisce le tutele per le categorie considerate fragili, come anziani, disabili o famiglie con minori. Le protezioni non vengono eliminate, ma fortemente ridimensionate: sarà possibile ottenere un solo rinvio dello sgombero, per un massimo di 60 giorni.

Superato questo limite, l’esecuzione diventerà obbligatoria. La riforma introduce così un equilibrio più netto tra diritto alla proprietà e tutela sociale, ma apre anche un dibattito acceso sulle possibili conseguenze per le fasce più vulnerabili della popolazione.

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