Meloni replica a Trump: sempre rispettato impegni. E venerdì vede Rubio

Erevan, 4 mag. (askanews) – Da un lato l’incontro per ricucire, dall’altro toni che continuano a mostrare tensione. Al Karen Demirchyan Complex di Erevan, dove si riunisce la Comunità politica europea, lo stato dei rapporti tra il Vecchio Continente e gli Stati Uniti di Donald Trump continua a essere, per dirla con le parole del presidente francese Emanuel Macron, “l’elefante nella stanza”. Giorgia Meloni arriva nella capitale armena portandosi dietro la minaccia del presidente americano di ritirare i soldati dalle basi italiane (oltre che tedesche e spagnole) ma anche con la prospettiva di vedere il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, che nei prossimi giorni sarà a Roma per incontrare il Pontefice e partecipare a un pranzo con i ministri degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto. Il meeting con la presidente del Consiglio, al quale le rispettive diplomazie hanno lavorato in questi giorni, alla fine si terrà venerdì alle 11.30 a palazzo Chigi. L’impegno è stato messo nero su bianco sul sito del governo pochi minuti dopo che la stessa premier, rispondendo a una domanda diretta dei giornalisti, ne aveva sostanzialmente dato conferma pur mantenendo un velo di incertezza: “Penso di sì”.

Un breve punto stampa prima di partire per Baku ed incontrare il presidente dell’Azerbaigian per discutere di forniture di gas e petrolio, quello di Meloni. Ma sufficiente a replicare alle accuse del presidente americano, soprattutto a quelle di “non essere stata di alcun aiuto”. La premier non ci sta a farsi appiccicare addosso l’etichetta di Paese inaffidabile e a suo beneficio cita i precedenti di Afghanistan e Iraq in cui l’Italia, sottolinea, ha dato il suo contributo “anche quando non erano in gioco i nostri interessi diretti”. “Diciamo che alcune cose che sono state dette nei nostri confronti non le considero corrette”, spiega per poi aggiungere un’altra stoccata a Trump senza mai citarlo: “Anche perché a livello di Patto Atlantico nessuno si è presentato in una sede formale a chiedere un sostegno degli alleati sulle scelte che stava facendo”. Quanto al tema caldo del ritiro dei soldati, rimarca, “è una decisione che non condividerei”. Ma il problema è più generale, e la presidente del Consiglio lo ricorda. “Noi – afferma – sappiamo che da tempo gli Stati Uniti discutono di un loro disimpegno dall’Europa, che è la ragione per la quale penso che noi dobbiamo rafforzare la nostra sicurezza e dobbiamo crescere nella nostra capacità di dare risposte da questo punto di vista”.

Non è l’unica sferzata ai colleghi. Nel suo intervento al vertice la presidente del Consiglio, esorta ad “alzare il livello della nostra azione” passando “dalla capacità di reagire alla capacità di anticipare” e invita ad affrontare le crisi partendo dal presupposto che sono “collegate tra loro”. Come esempio di questa strategia, la premier cita il tema dell’immigrazione che, osserva, se lasciata senza controllo condiziona economia, energia, competitività. Insomma, influisce sulla “qualità delle democrazie”. Meloni sollecita anche a guardare più verso il Mediterraneo e pur elogiando la presenza per la prima volta alla Cpe del primo ministro canadese, Mark Carney, chiede di andare oltre i rapporti con Paesi affini e di guardare anche al “vicinato geografico”. Un passaggio che tra le righe è anche una velata critica al formato nato nel 2020 su impulso di Macron.

Il vertice di Erevan per Meloni è occasione per affrontare anche un altro caso diplomatico, quello sorto con la Svizzera dopo l’invio ai feriti del rogo di capodanno a Crans Montana delle fatture delle spese ospedaliere. A margine del summit, la premier ha infatti incontrato il presidente Guy Parmelin incassando l’impegno politico affinché alle famiglie dei ragazzi italiani non venga richiesto alcun onere relativo alle cure. La soluzione, spiega, sarà poi gestita “sul piano bilaterale”.

Subito dopo il vertice in Armenia, Meloni è volata a Baku per concentrarsi su un altro aspetto che ha messo tra le sue priorità, specie dopo il conflitto in Iran: quello della sicurezza energetica dell’Italia. La premier ha incontrato il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Alyiev, e ha annunciato l’intenzione di trasformare “la collaborazione in una sorta di coordinamento politico permanente”.

[“Non condiverei ritiro soldati”. Premier incontra presidente svizzero: no oneri per famiglie Crans. Poi vola a Baku|PN_20260504_00116|in02|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/05/20260504_192201_1FCB7913.jpg|04/05/2026 19:22:07|Meloni replica a Trump: sempre rispettato impegni. E venerdì vede Rubio|Italia-Usa|Politica]