Nucleare, il governo annuncia una legge delega entro l’estate

centrale nucleare

Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni il 13 maggio in Senato. Secondo il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin per fine anno dovrebbero essere pronte le norme attuative. Bonelli di Avs: “Così si distraggono risorse dalle rinnovabili”

“Entro l’estate sarà adottata la legge delega, saranno adottati i decreti attuativi e completato il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato il 13 maggio in Senato le prossime tappe della road map fissata dal governo per il ritorno del nucleare in Italia.

Approvata dal Consiglio dei ministri nello scorso ottobre, la legge delega è ora all’esame delle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera. L’iter di approvazione era stato prospettato l’11 maggio in un incontro a Milano in Assolombarda dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. “Fine maggio alla Camera, massimo fine luglio in Senato, fine estate in Parlamento – ha detto il ministro nell’occasione – La legge delega prevede come primo percorso il passaggio al Governo per la legge di attuazione. La mia intenzione, che è espressione di quella del Governo, è arrivare entro fine anno ad avere tutte le norme attuative perché questo Paese abbia il quadro giuridico per le scelte di investimento sul nuovo nucleare”.

Le prime date da attenzionare dovrebbero essere il 19 maggio per il voto finale in Commissione Ambiente e Attività produttive della Camera e il 26 maggio per quello alla Camera. Se come indicato dal ministro ci sarà l’approvazione del Parlamento prima della pausa estiva dei lavori parlamentari, il governo potrebbe riuscire a emanare i decreti attuativi entro la fine del 2026 o prima che si concluda la legislatura.

Non si è fatta attendere la replica di alcuni partiti dell’opposizione. “Martedì prossimo (19 maggio, ndr) verrà approvata alla Camera, in commissione – ha commentato Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra – una legge sul nucleare che serve a distrarre risorse dalle rinnovabili e far gravitare intorno al pubblico soggetti che chiedono risorse. Vedremo se ce la faranno, ma il tema è che in realtà si nasconde una strategia energetica che fa Eni e che è quella di andare a bucare nel mondo per trovare giacimenti di gas e petrolio”.

Sulla road map del governo è intervenuto anche il Movimento 5 stelle. “Prima di chiedere poteri al Parlamento, il Governo deve presentare numeri, tecnologie, costi, tempi, localizzazioni, modello di finanziamento, impatto sulle bollette, gestione dei rifiuti e ruolo dei territori – hanno dichiarato intervenendo in commissione Ambiente e Attività produttive alla Camera i deputati M5S Emma Pavanelli, Antonino Iaria ed Enrico Cappelletti – Siamo davanti a una delega che lascia aperti tutti i nodi essenziali: quale tecnologia si intende adottare, quali impianti, dove saranno localizzati, chi pagherà gli investimenti e quali garanzie avranno famiglie e imprese sulle bollette. Anche l’espressione ‘nucleare sostenibile’ viene usata in modo troppo generico. La sostenibilità non si dichiara. Si dimostra. Nessuno ha mai dimostrato come gli Smr (Small modular reactor, ndr) possano comprimere i costi dell’elettricità prodotta. Al contrario, rischiano di diventare un ostacolo alla transizione, sia creando confusione nell’opinione pubblica, sia rinviando efficientamento e rinnovabili”.