Bruxelles, 18 mag. (askanews) – La portavoce capo della Commissione europea, Paula Pinho, ha confermato che “è stata effettivamente ricevuta” la lettera della presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen in cui si chiede di poter estendere anche alle misure per affrontare la crisi energetica la flessibilità che il Patto di Stabilità Ue prevede per la spesa nella difesa, nella gestione dei conti pubblici.
“Non entreremo qui nei dettagli della lettera e, naturalmente, risponderemo il più presto possibile”, ha detto Pinho. “Stiamo monitorando attentamente la situazione, anche per quanto riguarda l’energia, e saremo pronti a esaminare il quadro delle flessibilità esistenti nel quadro della governance di bilancio dell’Ue”, ha poi riferito la portavoce, rispondendo ai giornalisti durante il briefing quotidiano per la stampa della Commissione, oggi a Bruxelles.
Pinho ha chiesto poi al portavoce della Commissione responsabile per l’Economia, il Bilancio e l’Amministrazione, Balazs Ujvari, di “ricordare qual è la nostra posizione in merito alla flessibilità di bilancio e qual è la nostra linea al riguardo”.
“Questo mi dà l’occasione di riepilogare alcuni punti che abbiamo sollevato nelle scorse due settimane. È importante sottolineare che in questa fase l’obiettivo è quello di sfruttare appieno i finanziamenti Ue molto signficativi che sono già disponibili”, ha spiegato Ujvari.
“Come ha accennato la presidente stessa” della Commissione, von der Leyen, dopo il summit informale dell’Ue a Cipro, “sono già stati stanziati circa 300 miliardi di euro per investimenti energetici nell’ambito di strumenti come il ‘NextGenerationEU’ (il Pnrr, ndr), la Politica di Coesione, ma anche il Fondo per la Modernizzazione, con circa 95 miliardi ancora da utilizzare. Quindi – ha rilevato il portavoce -, ci sono ancora circa 95 miliardi di euro nel bilancio Ue da impiegare in questo settore”.
“L’obiettivo principale ora – ha sottolineato Ujvari – è garantire che gli Stati membri utilizzino effettivamente i fondi rimanenti”. E ha aggiunto: “Oltre ai finanziamenti pubblici stiamo lavorando anche per mobilitare gli investimenti privati”.
“Un ultimo punto da aggiungere è che di recente abbiamo reso più flessibile anche il quadro degli aiuti di Stato per sostenere proprio questo tipo di investimenti, anche nel contesto dei problemi di scarsità e dei prezzi elevati dell’energia”, ha concluso il portavoce.
Sulla richiesta di flessibilità nella gestione dei bilanci pubblici, rispondendo per iscritto ad alcuni giornalisti dopo il briefing, Ujvari ha poi ribadito quanto aveva detto il commissario agli Affari economici, Valdis Dombrovskis, nell’ultima conferenza stampa dell’Eurogruppo, il 5 maggio scorso: “Gli Stati membri dispongono oggi di un margine di manovra di bilancio limitato a causa degli elevati livelli di deficit e debito, di un contesto di tassi di interesse più elevati e dell’urgente necessità di ulteriori spese per la difesa. È essenziale che qualsiasi misura di sostegno sia temporanea, mirata, in modo da limitare i costi di bilancio, e che non faccia aumentare la domanda aggregata di energia. Continuiamo a monitorare attentamente gli sviluppi e siamo pronti ad agire di conseguenza, anche nell’ambito delle flessibilità esistenti nel quadro di governance di bilancio dell’Ue. E sarebbe opportuno valutare investimenti privati che riducano l’eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati”.
