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L’omicidio di cui nessun politico parla: stavolta la vittima è un migrante e il degrado umano è tutto Made in Italy
Un migrante è stato brutalmente ucciso da un branco di ragazzini. Ora la polizia indaga su quanto accaduto e la politica tace.
Ha dell’animalesco quanto successo nei giorni scorsi a Taranto, dove un bracciante è stato ucciso da un branco di ragazzini, quasi tutti minorenni. La vittima, un 35enne originario del Mali si stava recando a lavoro all’alba quando è stato accerchiato da un gruppo di 5 giovani (4 ragazzi tra i 15 e i 16 anni e 1 22enne) più una ragazza. A quel punto sarebbe stato aggredito e uno dei 15enni gli avrebbe sferrato un fendente mortale con un’arma da taglio che portava con sé.
La tragedia si sarebbe consumata in piazza Fontana, nella città vecchia di Taranto. Stando alle ricostruzioni, il maliano sarebbe stato prima aggredito con pugni e spintoni, poi quando ha provato a scappare, sarebbe stato raggiunto dai ragazzi per essere poi colpito in tutto da 3 fendenti nella zona toracica addominale che hanno portato alla sua morte. Ad aggravare i fatti anche la presenza del gestore di un bar della zona, che invece di soccorrere il migrante si sarebbe chiuso nella propria attività respingendo le richieste di soccorso del maliano. Quest’ultimo, stando a quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, sarebbe ora indagato per favoreggiamento.
C’è degrado e la normalizzazione del dramma
Il tutto si è consumato lo scorso 9 maggio, eppure nessun politico ha pubblicato un post indignato e anche i giornali che ne parlano si contano sulle dita di una mano. Il motivo di questa indifferenza è semplice, anche se è brutto dirlo: questo omicidio non attira voti, anzi magari ne respinge anche qualcuno. Eppure davanti alla morte bisognerebbe dare a tutti la stessa dignità.
Stavolta non c’è un migrante da colpevolizzare, piuttosto c’è un degrado tutto Made in Italy da rilevare. Quando ragazzi così giovani si macchiano di un crimine così efferato senza (così pare al momento) una minima ragione, allora bisognerebbe fare decisamente mea culpa e chiedersi cosa stiamo sbagliando con i nostri giovani. L’impressione diffusa è che stiamo creando una generazione che trova nell’odio il suo nuovo sport nazionale ed è impermeabile alla vergogna e al dramma. Abbiamo normalizzato tutte le brutture di questo mondo, ma questo non è un film, ed ora la realtà fa veramente paura.
L’omicidio di cui nessun politico parla: stavolta la vittima è un migrante e il degrado umano è tutto Made in Italy
Antonio Russo
