La digitalizzazione della filiera dei rifiuti ha origini negli anni ’90 e sta trasformando un settore storicamente analogico e burocratico in un avanzato ecosistema basato su dati, automazione e tracciabilità. Quattro articoli a cura di Ambiente.it divisione Terranova e Nuova Ecologia spiegano come.
Dall’ Albo Nazionale Gestori Ambientali, uno dei primi passi verso la digitalizzazione in Italia con la conversione delle procedure burocratiche autorizzative al digitale, all’arrivo del formulario e del registro di carico/scarico, documenti strutturati che si consolidano con il “Decreto Ronchi” (D.Lgs. 22/1997).
Dall’avvento dell’Internet of Things (IoT) (2010-2020) all’introduzione del sistema Vi.vi.FIR (Vidimazione Virtuale 2021) che permette la vidimazione autonoma del Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) via web.
E ora il RENTRI, acronimo di Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti. Contemporaneamente all’avvio del nuovo registro digitale, 13 febbraio 2025, la gestione della vidimazione dei formulari (FIR) si sposta dal sistema Vi.Vi.Fir su portale Ecocamere all’utilizzo diretto del portale RENTRI, segnando il passaggio al nuovo modello di tracciabilità digitale.
Il 13 febbraio 2026 vede l’avvio del XFIR, il formulario digitale, che completa il progetto RENTRI. Più complesso del registro digitale, poiché prevede parti di processo in tempo reale come la firma digitale dei soggetti della transazione.
L’evoluzione e le prospettive tecnologiche e normative per il settore della gestione dei rifiuti nello speciale curato da Ambiente.it, divisione gruppo Terranova, e Nuova Ecologia. E per ulteriori approfondimenti e novità si può partecipare al Green Forum, organizzato a Verona nell’Auditorium Innova il 4 giugno.
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