Il Festival di Cannes ha assistito a momenti di cinema indimenticabili, ma raramente a confessioni così intime e strazianti come quella che Nicolas Winding Refn ha condiviso durante la conferenza stampa del suo nuovo film “Her Private Hell“. Il regista danese, maestro visionario dietro cult come “Drive” e “Only God Forgives”, si è lasciato andare alle lacrime raccontando come tre anni fa sia letteralmente morto per 25 minuti, per poi tornare in vita grazie a un intervento d’urgenza.
La rivelazione è arrivata mentre Refn spiegava il lungo silenzio che ha preceduto questo ritorno al cinema, dieci anni dopo il suo ultimo lungometraggio. “Prima di morire, ero arrivato alla fine della mia carriera perché non avevo più nulla dentro di me“, ha dichiarato con una franchezza disarmante. “Non c’era più niente che potessi fare“. Parole che risuonano come un epitaffio artistico, la confessione di un artista che aveva esaurito la propria spinta creativa.
Ma il destino aveva altri piani. Refn ha scoperto “per caso” di avere un cuore che perdeva, una condizione medica grave diagnosticata quasi per caso durante dei controlli di routine. “Improvvisamente mi dissero che probabilmente non sarei sopravvissuto, e che se fossi sopravvissuto non sapevano cosa sarebbe successo“, ha raccontato, con la sala stampa immobilizzata dal silenzio. Due settimane dopo quella diagnosi shock, il regista finiva sotto i ferri.
Nicolas Winding Refn cries when discussing his near-death experience, at #Cannes2026
The Her Private Hell director is comforted by actors Charles Melton and Sophie Thatcher. pic.twitter.com/5HkHB5MQ8G
— Screen International (@Screendaily) May 19, 2026
Con un lampo del suo caratteristico umorismo nero, Refn ha scherzato sull’operazione: “Grazie a Dio il chirurgo era Tom Cruise e mi ha aggiustato con le sue mani, poi mi ha riportato in vita con l’elettricità“. Un riferimento ironico alle scene d’azione delle missioni impossibili dell’attore hollywoodiano.
È a questo punto che il regista ha perso la compostura. Le lacrime hanno iniziato a rigargli il volto mentre spiegava cosa quella esperienza gli avesse donato. “Ho capito prima di morire che mi era stato fatto un regalo, potevo ricominciare da capo. Quante persone hanno una seconda possibilità? Io ho ricevuto una seconda possibilità da Dio. E potevo usarla per fare del bene“, ha detto con la voce rotta dall’emozione.
Questa rinascita esistenziale e artistica ha dato vita a “Her Private Hell”, un thriller horror dai toni psicologici che ha debuttato lunedì sera a Cannes ricevendo una standing ovation di ben sette minuti. Il film segna un ritorno in grande stile per Refn, confermando che quella seconda possibilità non è stata sprecata.
Il pubblico di Cannes, notoriamente esigente e difficile da commuovere, ha risposto con un’ovazione di sette minuti. La “seconda possibilità” di cui parlava il regista tra le lacrime non è solo una questione personale. Si tratta anche di un dono per tutti gli appassionati del suo cinema visionario e senza compromessi, che possono ora aspettarsi nuove opere da un artista che ha letteralmente guardato oltre il velo e ha scelto di tornare per raccontare cosa ha visto, o forse cosa ha capito, durante quei 25 minuti di silenzio assoluto.
L’articolo Nicolas Winding Refn in lacrime a Cannes 2026: “Sono morto per 25 minuti” proviene da ScreenWorld.it.
