Nick Hornby euforico: «Arsenal, gioia irripetibile. Volevo che i miei figli la provassero»

Nick hornby

Nick Hornby ha commentato così la vittoria della Premier League da parte dell’Arsenal. Ecco cosa ha detto

Nick Hornby è raggiante: il suo Arsenal, raccontato perfettamente nel suo libro Febbre a 90′, diventato poi anche un film, ha vinto dopo 22 anni la Premier League. La Repubblica lo ha intervistato

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LA FESTA «Una gioia irripetibile. Questa parte di Londra nord è la mia vita. Significa tantissimo per me e per le centinaia di migliaia di persone scese a festeggiare. Volevo che i miei figli si sentissero parte di questa comunità».

VINCERE DOPO 22 ANNI «È ancora più bello vedere la gioia negli occhi dei miei figli. Io avevo già aspettato 18 anni, tra il 1971 e il 1989. Ma loro sinora non avevano mai provato nulla del genere. Ciò per me ha ancor più significato».

ARTETA «Bisogna lodare la società che ha continuato a credere in lui, nonostante i primi anni difficili. In qualsiasi altro club, Manchester United, Chelsea o Tottenham, sarebbe stato cacciato».

PUO’ ESSERE IL NUOVO GUARDIOLA «Sì. Ha la sua stessa intelligenza. È uno dei tre migliori allenatori oggi al mondo. Molti sottovalutano il suo talento, la sua attenzione ai dettagli, la sua caratura tattica».

NO A UN SEQUEL DI FEBBRE A 90′ «Perché all’epoca, nel 1992, ero solo un tifoso, normale. Ora mi conoscono tutti e il mio rapporto con l’Arsenal è cambiato. Nessuno vorrebbe leggere un libro simile».

IL SEGRETO DI QUESTA STAGIONE «La campagna acquisti in estate. Abbiamo due squadre di titolari. E sono tutti bravi ragazzi. Lo si nota in campo perché non si fanno mai espellere, ma anche fuori dal campo: forse perché molti dei calciatori sono cristiani religiosi e non si abbandonano ai peccati? (ride, ndr) Ma ci sono due giocatori a cui non possiamo rinunciare. Declar Rice, che a centrocampo è pazzesco. E poi il portiere David Raya, un altro criticato all’inizio ma poi diventato indispensabile».

ANDRA’ A BUDAPEST ALLA FINALE DI CHAMPIONS «Certo, con i miei figli».

VA ANCORA IN TRASFERTA «Non più. Ho 69 anni ormai e una famiglia. Ma non mi perdo nemmeno una partita in casa dell’Arsenal».