Toni chiama Guardiola: «Pep in Serie A? Affascinante vederlo con Juve o Milan. Ma prima andiamo alle Maldive»

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Luca Toni, ex bomber azzurro e amico storico del catalano dai tempi del Brescia commenta l’addio al City: «In Nazionale non ce lo vedo»

Luca Toni conosce benissimo Pep Guardiola. Su La Gazzetta dello Sport l’ex bomber della Nazionale campione del 2006 commenta l’ufficializzazione dell’addio del tecnico al Manchester City.

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AMICO «Non ho ancora scritto a Guardiola, adesso avrà il telefono in tilt. Agli amici, e Pep è un amico, preferisco far sentire la vicinanza nei momenti duri. Fra qualche giorno lo chiamo. La notizia dell’addio al City era nell’aria. A Manchester ha vinto tutto e più volte, battendo ogni tipo di record. Guardiola ha trasformato il City».

COSA DEVE FARE «Un anno… sabbatico: così potremmo vederci di più. Sarebbe bello organizzare un viaggio, ma con Pep e Robi non basterebbe nemmeno la Nuova Zelanda per stare tranquilli ed evitare di essere marcati a uomo per selfie e autografi. Tutti insieme potremmo andare soltanto alle Maldive: sei bungalow e via!».

CT DELLA NAZIONALE «Non ce lo vedo, almeno ora. Pep è un vincente e giustamente vuole guidare squadre in cui può alzare dei trofei. Amiamo tutti la Nazionale. Io ho anche provato l’emozione più grande, alzare la Coppa del Mondo. Ma non è quello il punto. Guardiola è un fenomeno, mentre l’Italia per la terza Coppa del Mondo di fila starà a guardare. Se Pep diventasse ct, probabilmente riporterebbe l’Italia al Mondiale. Alzare la Coppa, però, è un altro discorso, lo sappiamo tutti. E lui vuole trionfare. Pep è il migliore, non un mago. A parte Donnarumma e Tonali, non abbiamo tanti campioni. Quello del ct penso che sia l’ultimo dei problemi del nostro calcio. Abbiamo avuto molti allenatori bravi in Nazionale negli ultimi anni, eppure… Se qualcuno della federazione mi chiedesse un parere su Pep, risponderei schiettamente: “Guardiola? Partiamo facendo giocare gli italiani nei vivai e ricominciamo a insegnare nei settori giovanili come si marca e ci si smarca…”. Queste sono le priorità, non i ct».

IN SERIE A «Perché no? È affezionato ai club in cui ha giocato, ma la Roma ha appena avviato un ciclo con Gasperini. Sarebbe affascinante vederlo al Milan, alla Juve o all’Inter. Prendere Pep, però, significa aver voglia di investire e vincere».

ENTREREBBE NEL SUO STAFF «Preferisco stare con lui a cena. Lavorare con Pep sarebbe bello, ma non è da tutti. Parliamo di un allenatore h24, esigente con se stesso e con chi gli sta accanto. Sarebbe una esperienza super, però adesso non farebbe per me: tra televisione, podcast e padel mi diverto tanto. Dopo tanti anni in giro, voglio godermi un po’ la famiglia».