Vlahovic ha lanciato un indizio significativo sul suo futuro alla Juventus dopo la doppietta nel derby della Mole contro il Torino
Il pareggio per 2-2 maturato nel Derby della Mole lascia in eredità alla Juventus sentimenti contrastanti e molteplici interrogativi per il futuro. Sotto i riflettori c’è indubbiamente Dusan Vlahovic, vero trascinatore della sfida contro il Torino grazie a una pregevole doppietta. Le prestazioni del bomber, tuttavia, accrescono il rammarico di Luciano Spalletti: in una stagione pesantemente condizionata dagli stop fisici, in cui le assenze (25) hanno superato le presenze (23), l’attaccante serbo è comunque riuscito a raggiungere la doppia cifra.
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Statistiche impressionanti e rimpianti in casa bianconera
Il rendimento offensivo del classe 2000 è stato a dir poco letale. Con un bottino di 10 reti stagionali, il centravanti ha mantenuto una strabiliante media di un gol ogni 117 minuti, pur essendo sceso in campo dal primo minuto solamente in 14 occasioni. Di fronte a simili numeri, lo staff tecnico e la tifoseria non possono fare a meno di chiedersi quale sarebbe stato l’esito del campionato se il perno dell’attacco fosse rimasto sano per tutto l’anno.
Il rebus sul futuro e il presunto saluto ai compagni
Archiviate le questioni di campo, le attenzioni si concentrano ora sulle strategie dirigenziali. Il destino del terminale offensivo serbo è avvolto dall’incertezza, ma un gesto plateale ha scatenato le indiscrezioni di mercato. Subito dopo aver siglato la rete del momentaneo doppio vantaggio, il bomber si è lasciato andare a un lunghissimo e sentito abbraccio con Federico Gatti. Una scena densa di emozioni che l’ambiente ha interpretato come un possibile commiato.
Distanza sul contratto: o si scende a patti o sarà cessione
Il nodo cruciale rimane la complessa trattativa per il rinnovo contrattuale, con l’attuale intesa in scadenza il 30 giugno. Le posizioni tra entourage e società appaiono ancora distanti. Per siglare il nuovo accordo, il giocatore è disposto a rinunciare agli attuali 12 milioni annui, ma richiede una base garantita di 8 milioni di euro. I vertici del club, al contrario, sono fermi su una rigorosa politica di contenimento dei costi: l’offerta massima non sfonderà il tetto dei 7 milioni di euro (ingaggio equiparato a quello di Kenan Yildiz). La dirigenza non ammette deroghe e, in mancanza di una fumata bianca, la strada della cessione in un campionato estero diventerà un’ipotesi inevitabile.
