In un documento che si annuncia epocale, l’enciclica di Papa Leone riannoda i fili della tradizione con il suo illustre omonimo predecessore Leone XIII: come la Rerum Novarum 135 anni fa aggiornava dottrina e presenza concreta della Chiesa nel mondo al tempo della rivoluzione industriale, così Magnifica Humanitas prova a ridisegnare e difendere i confini dell’umano con la lettera del capo della chiesa universale “sulla custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza artificiale”.
E dello strapotere di un pugno di multinazionali, della servitù al feticcio algoritmico, della polarizzazione coatta e interessata delle posizioni, della subordinazione agli imperativi utilitaristici.
Papa Leone, fedele al suo fortunato motto ispirato all’imperativo di “disarmare” le agenzie politche ed economiche del conflitto e della guerra, invita a “disarmare l’IA”, per sottrarla alla logica della competizione militare, economica e conoscitiva.
La citazione di Tolkien contro le pretese apocalittiche di Palantir
Quindi l’affondo contro i colossi, i veri signori del potere, capaci di tenere in scacco anche le superpotenze (e non manca la citazione di un passo del Signore degli Anelli da leggere contrapposto ironicamente alle pretese apocalittiche di Peter Thiel, a capo di quella Palantir che deve il suo nome alle “pietre veggenti” di Tolkien).

Ripartire dall’umano dunque in un’epoca in cui, con l’intelligenza artificiale, la vita concreta delle persone, le relazioni dirette, il dialogo quotidiano, sembrano segnare il passo.
E’ questo il senso dell’enciclica di Papa Leone XIV, ‘Magnifica Humanitas’, che vuole dare una chiave di lettura di questa quarta rivoluzione industriale, dai ritmi molto più accelerati delle precedenti. E allora si parla di algoritmi, sì, ma al centro ci sono i valori umani: la pace, la dignità, il lavoro, l’attenzione agli ultimi, la vita da difendere.
Contro la Torre di Babele
Perché la scelta oggi è tra il costruire la Torre di Babele, simbolo biblico del non dialogo, o le solide mura di Gerusalemme, che rimandano invece alla “convivenza fraterna”.
Il Papa americano ha mantenuto la promessa: quella di dare continuità alla Rerum Novarum 135 anni fa aggiornava dottrina e presenza concreta della Chiesa nel pieno della rivoluzione industriale, parlava di diritti favorendo la nascita della cooperazione, dei sindacati, del concetto di sussidiarietà.
E guarda ai due emisferi del globo: da una parte quello dello strapotere delle big tech, dall’altra quello invece dei bambini che per favorire questa evoluzione si massacrano le mani per estrarre le terre rare.
“Nel tempo dell’intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani”.
“In un contesto in cui la ricchezza delle nazioni dipende sempre più da conoscenze e tecnologie, quando questi beni restano concentrati nelle mani di pochi, senza adeguate forme di condivisione e di accesso, si crea un nuovo squilibrio”.
Il dialogo con Chris Olah, ex di Antrophic
Quindi “gli Stati e le istituzioni sovranazionali sono chiamati a garantire regole giuste e tutele efficaci”. “Non si può lasciare che pochi attori orientino da soli i processi”, avverte Leone. Ha voluto, seduto accanto a lui, Chris Olah di Anthropic che raccoglie la sfida e accetta il dialogo. Tra i temi maggiormente citati dall’enciclica c’è chiaramente quello della guerra.
“Non esiste algoritmo che possa rendere la guerra moralmente accettabile”. Anzi la tecnologia “non sottrae il conflitto alla sua intrinseca disumanità”, scrive Leone che mette anche una pietra tombale sul concetto di “guerra giusta”. E’ lo stesso Papa, con una scelta senza precedenti, a presentare la sua enciclica, assieme a cardinali e super-esperti del settore.
L’appello a non creare nuovo schiavi
“Ho ascoltato racconti molto preoccupati su algoritmi che possono bloccare l’accesso alla salute, all’impiego e alla sicurezza, sulla base di dati contaminati da pregiudizi e ingiustizie, e ho sentito il silenzio di coloro che non hanno voce quando vengono prese le decisioni. Decisioni che generano nuove forme di esclusione e sofferenza. Da qui ho maturato la convinzione – ha detto Leone parlando nell’Aula del Sinodo – che l’intelligenza artificiale debba essere disarmata”.
Poi l’appello a non creare nuovi schiavi, a mantenere condizioni dignitose di lavoro e anche a superare quella misurazione dell’economia, il Pil, che dopo ottant’anni non fotografa più la realtà.
L’articolo “Disarmare l’IA”, l’enciclica sulle tracce di Leone XIII: lì la rivoluzione industriale, qui la custodia dell’umano proviene da Blitz quotidiano.
