Con parole infuocate dettate dall’abituale settarismo, dal fanatismo religioso e dall’odio imperituro verso Usa e Israele, torna a farsi viva la Guida Suprema Mojtaba Khamenei nel suo messaggio per l’Hajj, riportato dall’agenzia iraniana Tasnim.
Perfettamente speculare al racconto di Trump, anche l’ayatollah sente di avere la vittoria in tasca: del lungo e retorico discorso resta più impresso il disegno di un Medio Oriente senza la presenza militare degli Usa.
Il messaggio della Guida Suprema Mojtaba Khamenei
“L’ago della lancetta del tempo non torna indietro e le nazioni e i territori della regione non saranno più uno scudo per le basi americane. L’America non avrà più un punto sicuro per le sue malefatte e per l’installazione di basi militari nella regione”. “L’arma di Allah il Grande ha dato tale forza e potere alla nazione iraniana – dice ancora – che, dopo il devastante evento del martirio del grande leader, il figlio del successore del Santo Profeta, il Grande Ayatollah Seyyed Ali Hosseini Khamenei, per mano dei malvagi del mondo odierno, egli ha ricevuto una missione divina”.
“I valorosi combattenti e le forze armate che si sacrificano, affidandosi al Signore Divino e mediante i loro missili e droni sulla terra, in aria e in mare, hanno scagliato le loro armi contro il Grande Satana, ossia l’America, e il suo animale addestrato, il regime sionista, e hanno visto con i loro occhi lapromessa divina sincera della vittoria dei combattenti per la causa di Dio”.
“Il cancro Israele si avvicina alla fine”
“Il regime traballante sionista e il tumore cancerogeno di Israele si avvicinano anch’essi alle fasi finali della loro vita nefasta e, per grazia di Dio e in conformità con le parole decise e lungimiranti pronunciate dieci anni fa dal Leader, non vedrà venticinque anni dopo quella data, se Dio vuole”.
“Quest’anno l’argomento della dissociazione dai politeisti assume un’importanza raddoppiata e la profondità e l’ampiezza della dissociazione dall’America e dal regime sionista va oltre il rituale della dissociazione nel periodo e nel luogo dell’Hajj, e in vari punti dell’Iran e del mondo e dopo questi giorni benedetti, ‘Morte all’America’ e ‘Morte a Israele’ saranno lo slogan comune della Ummah islamica”.
L’articolo Khamenei si rifà vivo: “Il Medio Oriente non farà più da scudo alle basi Usa”. E grida alla vittoria proviene da Blitz quotidiano.
