Osteopatia nel Servizio sanitario nazionale, svolta storica: cosa cambia per pazienti e professionisti

Dopo un lungo percorso normativo, l’osteopatia entra ufficialmente nel Servizio sanitario nazionale. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che disciplina l’equipollenza dei titoli completa infatti l’iter avviato nel 2018 con la legge Lorenzin, che aveva riconosciuto l’osteopata come professione sanitaria. Si tratta di un passaggio atteso da anni da migliaia di professionisti del settore, che ora vedono finalmente definito un quadro normativo chiaro e uniforme.

Il provvedimento consente di riconoscere i percorsi formativi già svolti da chi esercita la professione e apre la strada alla piena integrazione nel sistema sanitario pubblico. Per il settore è una svolta storica, destinata a garantire maggiori tutele sia agli operatori sia ai pazienti.

Cosa cambia per i professionisti

Il decreto stabilisce le modalità con cui gli osteopati già attivi potranno ottenere il riconoscimento ufficiale del proprio titolo. Verranno istituiti elenchi speciali a esaurimento e saranno previsti percorsi di verifica e abilitazione per uniformare la preparazione professionale.

Dal 1° settembre 2026 la formazione passerà esclusivamente attraverso percorsi universitari accreditati, superando definitivamente il sistema delle scuole private. Questo rappresenta un passaggio fondamentale per garantire standard formativi omogenei e rafforzare il valore sanitario della professione.

Le novità per i pazienti

Molti si chiedono se sarà possibile ottenere sedute di osteopatia prescritte dal medico di famiglia e a carico del Servizio sanitario nazionale. Al momento la risposta è no, ma il nuovo decreto crea le condizioni normative per una futura integrazione delle prestazioni osteopatiche nei percorsi assistenziali pubblici.

Questo significa che, pur non essendo ancora previste prestazioni gratuite o rimborsate, si apre una prospettiva concreta per l’inserimento dell’osteopatia nell’offerta sanitaria pubblica. Per i pazienti, il cambiamento più immediato sarà la certezza di affidarsi a professionisti formati e riconosciuti secondo criteri ufficiali e controllati.

L’articolo Osteopatia nel Servizio sanitario nazionale, svolta storica: cosa cambia per pazienti e professionisti proviene da Blitz quotidiano.