Dall’abbinamento telematico tra il pos e i registratori di cassa “spunta” un imponibile pari a 5,3 miliardi

“Con l’entrata a regime dell’obbligo di abbinamento telematico tra pos e registratori di cassa, al 15 maggio abbiamo +115 milioni di scontrini con un aumento della base imponibile 5,3 miliardi”. A dirlo è il direttore dell’Agenzia delle entrate Vincenzo Carbone all’evento per i 50 anni di Sogei, il sistema informativo della fiscalità, alla Camera.

“Con l’entrata a regime dell’obbligo di abbinamento telematico tra registratori di cassa e Pos è aumentato il flusso dei corrispettivi trasmessi al Fisco dalle attività commerciali. È la dimostrazione che quando le novità normative sono gestite con consapevolezza tecnica, apertura al dialogo e know how tecnologico i risultati non tardano ad arrivare”, ha detto Carbone.

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha aggiunto: “E nel caso di specie parliamo di un risultato che non solo è estremamente positivo, ma che assume particolare rilievo perché contribuisce a rinsaldare il patto sociale, a beneficio dei contribuenti onesti e, indirettamente, dell’intera collettività. Ovviamente, tutto ciò non sarebbe stato possibile se qualche anno fa non avessimo abbandonato gli scontrini e le ricevute fiscali in favore dei corrispettivi elettronici: un altro grande progetto divenuto realtà”.

Una sede dell'Agenzia delle Entrate
Dall’abbinamento telematico tra il pos e i registratori di cassa “spunta” un imponibile pari a 5,3 miliardi (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Lo Stato, beninteso, non incasserà tutti i 5,3 miliardi, ma “solo” le tasse calcolate su quella cifra. La misura dell’abinamento telematico del pos con il registratore di cassa è stata introdotta con l’ultima legge di bilancio ed è andata a regime a scaglioni nel corso dei primi mesi del 2026 diventando ora pienamente operativa. L’obiettivo dichiarato era contrastare l’evasione fiscale creando un collegamento tra i due dispositivi in modo tale da rendere tracciabile in modo univoco quanto incassato con i sistemi di pagamento digitale.

Come sta andando la lotta all’evasione

Nel 2025 l’attività degli enti di riscossione ha consentito di riportare nelle casse dello Stato 36,2 miliardi di euro con un aumento di 2,8 miliardi rispetto all’anno precedente. Il risultato comprende tutte le imposte non versate che passano per le casse dell’Agenzia delle Entrate e i crediti riscossi per altri enti, pari a 7,2 miliardi di euro. Nel 2023 le somme recuperate erano state 31,4 miliardi. Nel 2022 i miliardi tornati allo Stato erano stati invece 25,3.

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