Corvino ha annunciato l’addio al Lecce: le parole in conferenza stampa dell’ormai ex responsabile dell’area tecnica dei salentini
Il Lecce segna la fine di un’era. Le strade del club e di Pantaleo Corvino si separano in via definitiva. Il responsabile dell’area tecnica ha infatti maturato la dolorosa scelta di fare un passo indietro, chiudendo la sua trionfale avventura in Serie A. In una conferenza stampa tenutasi questa mattina in un albergo del centro, il navigato dirigente e il presidente Saverio Sticchi Damiani hanno sancito ufficialmente questo addio, mettendo fine a un ciclo sportivo ed economico ricchissimo di soddisfazioni.
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Le motivazioni del vertice societario
L’incontro con i media è stato aperto dal numero uno della società salentina, che ha contestualizzato questa precoce separazione: “Questa è una conferenza che avrei voluto tenere nel giugno del 2028, alla naturale scadenza del contratto del nostro responsabile dell’area tecnica, Pantaleo Corvino. Invece ci troviamo ad anticiparla al giugno del 2026. Lo facciamo al termine di un percorso straordinario, sei anni vissuti insieme all’insegna del lavoro, dei risultati sportivi e di quelli economici.” Il patron ha poi svelato i retroscena dell’epilogo, maturato dopo l’ultima fatica agonistica: “Martedì, dopo Lecce-Genoa, il direttore Corvino mi ha chiesto un incontro. In quell’occasione mi ha comunicato una richiesta che, per quanto dolorosa da accettare, ho ritenuto assolutamente comprensibile: la stanchezza. Una stanchezza legittima. In questi anni non si è mai risparmiato, e sottolineo mai, nel perseguire gli interessi del Lecce.” Nonostante le controfferte presentate dal management, la compagine direttiva ha dovuto arrendersi all’evidenza: “Arriva un momento in cui il fisico, la mente e la famiglia ti chiedono di fermarti. C’è un punto in cui bisogna dire basta.”
Il commosso saluto dello storico manager
Visibilmente emozionato, il celebre talent scout pugliese ha preso la parola per salutare la sua piazza. “Non è facile essere qui oggi. Tredici anni di storia d’amore non si possono raccontare in pochi minuti. Spero soltanto di riuscire a trasmettere qualcosa a chi mi ha voluto bene, sostenuto e aiutato in questo percorso, ma anche a chi magari ha pensato che in qualche momento non sia stato all’altezza. Il motivo per cui siamo qui oggi riguarda me e il Lecce, riguarda questi tredici anni vissuti insieme. In questi giorni avevate già percepito qualcosa. Io parlo poco, ma quando l’ho fatto l’ho sempre fatto pensando ai tifosi.” Corvino ha voluto rassicurare l’ambiente sulle solide fondamenta lasciate in eredità: “Sei anni fa avevo ancora due anni di contratto altrove e ho accettato la sfida proposta dal presidente: rimettere in salute il Lecce, la squadra della mia città. Oggi posso dire di lasciarla in salute.” A dettare i tempi dell’uscita di scena è stato il totale esaurimento delle energie psico-fisiche: “Oggi però non ho più la forza di una volta. Le ultime energie le ho trovate nell’ultimo periodo per difendere il lavoro fatto, perché ci sono partite che si vincono in campo e altre che si vincono fuori. E io e il presidente, fuori dal campo, siamo stati una squadra incredibile.”
Indagini e l’omaggio a Graziano Fiorita
Prima di congedarsi, l’ottantenne manager ha voluto blindare la sua reputazione in merito alle recenti indagini extra-calcistiche: “Voglio rassicurare i tifosi: l’inchiesta sul sistema calcio è totalmente priva di fondamenta. Situazioni del genere possono essere pericolose perché finiscono per coinvolgere anche i familiari e mettere in discussione il lavoro di una vita.” L’atto conclusivo è stato un commosso omaggio al compianto fisioterapista della formazione giallorossa: “Graziano era come un figlio per me, ma era anche un figlio di questa società. La sua scomparsa è stata una ferita enorme per tutti noi. Senza dubbio è stato il momento più difficile di questi anni.”
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