Questi 14 miliardi di euro di margine di flessibiltà sull’energia strappati alla Commissione europea davvero rappresentano il “risultato storico” sbandierato dalla presidente del Consiglio? Meloni va addirittura oltre: l’accordo con Ursula von der Leyen segnalerebbe ancora una volta che l’Italia “indica la strada alla Ue”. E festeggia alla faccia dei “gufi”.
Meloni esulta, alla faccia dei “gufi”
In sintesi, l’apertura di Bruxelles per garantire maggiori investimenti in deroga ai vincoli del Patto di Stabilità, consentirà di usare fino allo 0,3% del Pil all’anno nel 2026, 2027 e 2028 per misure energetiche, con “un limite cumulato pari allo 0,6% del Pil nell’arco dei 3 anni”.
In pratica, Bruxelles ha deciso sì di escludere dal calcolo del deficit alcune delle spese collegate alla crisi energetica, ma tali spese non dovranno essere indirizzate al finanziamento di misure emergenziali come i costosi tagli alle accise, al contrario andranno impiegate per finanziare gli investimenti nel Green Deal, per consolidare la “resilienza energetica” e “ridurre la dipendenza dai combustibili fossili”.
Parolacce, almeno per la sensibilità di quella Meloni che davanti alla platea dell’Onu denuncia “l’ecologismo insostenibile” europeo, della stessa Meloni che paventa l’apocalisse prossima ventura dei “‘piani verdi che nell’intero Occidente stanno portando alla deindustrializzazione molto prima che alla decarbonizzazione”.
Bruxelles: taglio accise non mirato inutile e iniquo
Il contentino della flessibilità fiscale è subordinato a un cambio di passo e mentalità e cioè alla rinuncia di misure tampone che non servono e anzi sono controproducenti.
Per la buona ragione che una riduzione “non mirata” delle accise sui carburanti, come mostrato dall’esperienza della crisi energetica del 2022-2023, comporta “elevati costi fiscali” ed è “socialmente ed economicamente inefficiente”.
Non solo, Bruxelles, attraverso una lista di raccomandazioni, sollecita fortemente l’Italia a fare finalmente i compiti a casa: rispettare il percorso di correzione dei conti, accelerare Pnrr e fondi di coesione, sostenere ricerca e innovazione, rafforzare pubblica amministrazione e giustizia, spingere sulla transizione energetica e affrontare le criticità del mercato del lavoro, della sanità e dell’inclusione sociale.
Prodi: “Meloni come i bambini che mangiano la verura se gli dai la cioccolata”
“Vasto programma”, avrebbe ironizzato qualcuno. E i “gufi”, invece, si presume appollaiati sui banchi dell’opposzione, cosa dicono? Il padre nobile del centrosinistra, Romano Prodi intervenuto a Otto e mezzo su La7, non lesina giudizi sarcastici.
“Beata Meloni, felice di essere felice. Ha chiesto all’Ue risorse per diminuire il prezzo della benzina e le hanno risposto sì purché tu faccia le riforme che non hai fatto prima. Come un bambino che se mangia la verdura riceve la cioccolata. Abbastanza ironico che lo abbiano fatto, con stile, una settimana dopo che lei ha dato la colpa di ogni cosa all’UE”.
Pasquale Tridico, capodelegazione del M5S al Parlamento europeo, derubrica la vittoria esibita da Meloni a “inganno”.
“La Commissione – argomenta Tridico – apre a una flessibilità di 13-14 miliardi di euro in tre anni per fare esattamente ciò che Giorgia Meloni non ha mai voluto fare: gli investimenti green. Una beffa. Sento tutti i giorni i colleghi di FdI all’Eurocamera negare il cambiamento climatico e sminuire l’urgenza di una autonomia energetica da realizzare attraverso le rinnovabili. Ora ottengono spazio fiscale per le misure che spesso bocciano a Bruxelles.
Zingaretti: “Miliardi sul green deal, Meloni lo vuole?”
Nicola Zingaretti, capodelegazione Pd al Parlamento europeo, mette il dito nella piaga, e cioè nella contraddizione politica plateale.
“L’Europa mette altri miliardi sulla transizione green. La domanda è: il governo italiano la vuole? La vera sicurezza energetica si costruisce così: meno dipendenza dall’estero, bollette più basse e imprese più competitive. Il futuro non si costruisce con gli slogan, ma con gli investimenti”.
L’articolo 14 miliardi in più sull’energia: fu vera gloria? Meloni ci dovrà finanziare l’odiato green deal, altro che accise proviene da Blitz quotidiano.
