Famiglia del bosco, la perizia finale apre al ritorno dei bambini: “Si auspica il rientro a casa”

Dopo mesi di dibattiti, polemiche e battaglie legali, arriva un nuovo capitolo nella vicenda della “famiglia del bosco“. La consulente tecnica d’ufficio Simona Ceccoli ha depositato al Tribunale per i minorenni dell’Aquila una relazione conclusiva di circa cinquanta pagine che potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per il futuro dei tre figli della coppia anglo-australiana Birmingham-Trevallion, due gemelli di 6 anni e una bambina di 8.

Il documento integra la precedente bozza e risponde alle osservazioni presentate dalla difesa dei genitori, affrontando punto per punto le criticità sollevate nel corso del procedimento. La perizia è stata richiesta direttamente dai giudici per approfondire gli aspetti legati al benessere dei minori e alla possibilità di un loro eventuale ritorno nel contesto familiare.

Lo stile di vita dei genitori e il benessere dei figli

Nella relazione, Ceccoli ribadisce che il lavoro svolto non è stato “una valutazione dello stile dei vita dei genitori in sé”, ma un’analisi “dell’eventuale incidenza che il loro stile di vita educativo può avere sul crescere psicologico, educativo, affettivo e relazionale dei minori”.

La psichiatra difende inoltre il proprio operato e quello della collega Valentina Garrapetta, che ha materialmente somministrato i test psicologici. Secondo la consulente, l’intero lavoro è stato condotto seguendo criteri professionali e scientifici, senza pregiudizi nei confronti della coppia. “La consulente tecnica d’ufficio – scrive – ha operato in maniera neutrale, in scienza e coscienza, senza alcun pregiudizio nei confronti della coppia genitoriale”.

Anche il nuovo legale della famiglia, Simone Pillon, ha accolto positivamente il contenuto della relazione, sottolineando “il ripetuto auspicio della consulente di un precoce e positivo ricongiungimento della famiglia, nell’interesse dei minori e del recupero delle relazioni familiari”.

L’auspicio del ritorno a casa

Uno degli aspetti più significativi del documento riguarda il futuro dei tre bambini. La relazione chiarisce infatti che “non intende in alcun modo sostenere l’opportunità di una permanenza dei minori in istituto, né esprimere una valutazione contraria al loro rientro nel contesto familiare”.

La consulente aggiunge inoltre che “si auspica che possano realizzarsi quanto prima le condizioni necessarie per il rientro a casa compatibile con il loro benessere”. Un passaggio che sembra allontanare le ipotesi alternative emerse nei mesi scorsi, come il trasferimento dei minori in altri contesti o addirittura l’adozione.

Le parole della perita arrivano dopo un lungo periodo di discussioni pubbliche che hanno coinvolto non solo le parti processuali ma anche il mondo politico e l’opinione pubblica, attirando grande attenzione sul caso.

Le contestazioni e la decisione attesa dai giudici

Nonostante le conclusioni della consulente tecnica d’ufficio, restano alcune divergenze con i periti nominati dalla difesa, Tonino Cantelmi e Martina Aiello. Secondo i due esperti, la relazione avrebbe dovuto approfondire maggiormente alcuni aspetti fondamentali della vicenda.

La psichiatra, sostengono, “avrebbe dovuto distinguere tra difficoltà pregresse, effetti del collocamento, trauma da separazione, stress procedimentale e fattori ambientali sopravvenuti”. Per Cantelmi, infatti, “Questo resta non risolto”.

Ora la decisione finale spetta al Tribunale per i minorenni dell’Aquila. I giudici avranno circa un mese di tempo per valutare la documentazione e stabilire il futuro dei tre bambini, che da quasi sette mesi vivono in una casa-famiglia a Vasto. Nel frattempo i genitori restano separati dai figli, con la responsabilità genitoriale sospesa e in attesa di trasferirsi nell’abitazione individuata dal Comune, mentre il caso si avvicina a una possibile svolta definitiva.

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