I casellanti della Palermo-Messina che facevano la cresta sui pedaggi autostradali. Inchiesta a Termini Imerese

Tecnicamente, ai sei casellanti della Palermo-Messina, la Procura di Termini Imerese contesta il reato di peculato (266 episodi) con appropriazione del denaro versato dagli utenti a titolo di pedaggio autostradale. Praticamente, i sei casellanti indagati, facevano la cresta sui pedaggi degli ignari automobilisti.

Uno stratagemma ingegnoso

Utilizzando un ingegnoso stratagemma: sostituivano cioè il biglietto del pedaggio originale poniamo da 10 euro con uno contraffatto e pronto all’uso da magari 90 centesimi. Al momento della registrazione battevano quello e si intascavano la cospicua differenza.

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I casellanti della Palermo-Messina che facevano la cresta sui pedaggi autostradali. Inchiesta a Termini Imerese (foto Ansa-Blitzquotidiano)

I sei, più precisamente i cinque dipendenti del Consorzio autostrade siciliane e un dipendente di una società privata che si occupa della manutenzione degli impiant, sono stati tutti sospesi dal servizio per sei mesi.

Registrazioni ambientali, appostamenti, video riprese e insomma il cumulo delle prove raccolte, sembra dar ragione alla tesi della Procura, allertata dagli stessi gestori per un ammanco sistematico, di conti non coerenti con il flusso di vetture stimato.

I fatti risalgono a un periodo compreso fra novembre 2025 e il gennaio 2006.
I cinque impiegati si sarebbero appropriati di somme di denaro che di volta in volta andavano da un minimo di 7 a un massimo di 10 – 15 euro circa. Il dipendente della società privata è accusato di aver concorso in 33 distinti episodi di peculato commessi insieme a due dei coindagati.

 

 

 

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