Le dichiarazioni dei redditi 2025, riferite all’anno d’imposta 2024, offrono un quadro dettagliato dei settori economici considerati più a rischio evasione fiscale in Italia. I dati del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia mostrano forti differenze tra categorie professionali, con alcune attività in cui solo circa il 30% degli operatori supera la soglia di affidabilità fiscale.
Secondo le analisi, esistono comparti in cui i redditi dichiarati risultano spesso inferiori rispetto al reale volume d’affari, alimentando il sospetto di una diffusa evasione. Tra le attività più monitorate figurano ristorazione, commercio ambulante, panifici, tassisti, noleggio con conducente (NCC) e concessionarie d’auto.
Il sistema degli ISA e la soglia di affidabilità fiscale
Il sistema di valutazione fiscale si basa sugli Indici sintetici di affidabilità (ISA), che attribuiscono un punteggio ai contribuenti su una scala numerica. La soglia di affidabilità è fissata a 8: chi la supera è considerato fiscalmente affidabile, mentre chi si colloca sotto è più frequentemente soggetto a controlli.
Le differenze tra contribuenti “affidabili” e “non affidabili” risultano spesso molto marcate. Ad esempio, i medici con ISA superiore a 8 dichiarano in media 102.800 euro annui, mentre quelli sotto la soglia si fermano a circa 37.000 euro. Situazioni simili si registrano tra commercialisti e dentisti, con forti scostamenti nei redditi dichiarati tra le due categorie.
Le categorie considerate più a rischio dal Fisco
Tra i settori giudicati meno affidabili emergono ristoratori, ambulanti, tassisti e operatori NCC. Nei ristoranti, ad esempio, i redditi medi variano da 65.400 euro per i soggetti più affidabili a 15.600 euro per quelli meno affidabili, evidenziando un divario significativo.
Alcuni comparti hanno registrato anche un calo dei redditi dichiarati, come farmacie (-20,3%), tabaccai (-6,3%), bar e pasticcerie (-2,6%), negozi di arredamento (-1,3%) e macellerie (-1,2%). Tuttavia, nel caso delle farmacie, il dato va interpretato considerando l’elevata tracciabilità delle vendite e l’effetto del boom di fatturato durante la pandemia.
Come funziona il sistema di controllo e i limiti degli algoritmi fiscali
In Italia le partite IVA e le piccole imprese, quasi sei milioni in totale, vengono valutate attraverso algoritmi che analizzano le dichiarazioni degli ultimi cinque anni. Il sistema assegna un punteggio complessivo di affidabilità, influenzando la probabilità di controlli fiscali.
Sebbene l’uso dei dati e della fatturazione elettronica abbia migliorato la tracciabilità, il modello non è infallibile. L’algoritmo può infatti penalizzare contribuenti che attraversano un anno difficile o, al contrario, considerare affidabili soggetti che nel tempo dichiarano sistematicamente meno del dovuto. Per questo motivo il sistema ISA resta uno strumento utile ma ancora oggetto di dibattito sulla sua reale efficacia.
L’articolo Chi evade di più in Italia? Ristoranti e taxi tra i settori più sospetti proviene da Blitz quotidiano.
