L’Inter volta pagina: addio ufficiale ad Acerbi e Sommer, eroi della Seconda Stella

I nerazzurri voltano pagina. Ma com’è andata l’ultima stagione del portiere svizzero? L’analisi

Il 30 giugno segna la fine di un’era per l’Inter. I contratti di Francesco Acerbi e Yann Sommer sono ufficialmente scaduti, e il club nerazzurro ha salutato con profonda gratitudine due pilastri fondamentali delle recenti vittorie, celebrandoli con lunghe e commosse lettere di ringraziamento.

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Il “patto di fede” di Francesco Acerbi

Quattro stagioni, sei trofei e un legame indissolubile con il popolo nerazzurro. L’Inter saluta Francesco Acerbi ricordando il suo “patto di fede”, un patto silenzioso sigillato a suon di prestazioni monumentali e chiusure provvidenziali. Arrivato tra lo scetticismo generale nell’estate del 2022, il difensore ha impiegato pochissimo per trasformare i dubbi in applausi, diventando una colonna inamovibile della retroguardia.

Ma Acerbi non è stato solo un arcigno marcatore. Il club ricorda con affetto i suoi blitz offensivi nei momenti cruciali: dal colpo di testa a sorpresa contro il Parma in Coppa Italia, alla firma indelebile nel derby Scudetto della Seconda Stella, fino al leggendario gol del 3-3 contro il Barcellona nella pazza notte di Champions del 2025. Chiude la sua avventura con 148 presenze, 5 reti e uno storico Double Nazionale nell’ultima stagione.

Yann Sommer: tra miracoli storici e un’ultima annata in chiaroscuro

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Yann Sommer: tra miracoli storici e un’ultima annata in chiaroscuro – CalcioNews24.com

L’addio a Yann Sommer, dopo tre anni e quattro titoli (due Scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa), viene accompagnato dal ricordo vivissimo della sua prestazione in quell’Inter-Barcellona di Champions. Un flashback incancellabile: l’intervento impossibile sul tiro a giro di Lamine Yamal al 114′, “volando come un supereroe”, che ha fatto esplodere San Siro. Il club ne esalta la calma, la classe palla al piede e la straordinaria costanza, certificata da ben 66 clean sheet in 139 presenze totali.

Tuttavia, andando oltre il messaggio affettuoso del club, l’ultima stagione del portiere svizzero è stata caratterizzata da un rendimento altalenante. Se da una parte ha continuato a mettere in mostra sprazzi di assoluto talento – come l’ottima gara di Champions contro l’Ajax, le decisive parate nel derby d’Italia di ritorno contro la Juve e il commovente saluto di San Siro all’ultima in casa con il Verona (con tanto di super parata su Lovric nel giorno delle 100 presenze in A) –, dall’altra sono emersi passaggi a vuoto inattesi.

Errori pesanti hanno macchiato alcune sfide cruciali: le gravi incertezze nella rocambolesca sconfitta per 4-3 contro la Juventus all’andata, la timidezza nelle uscite costata cara contro l’Arsenal in Europa (1-3) e l’approccio disastroso nel clamoroso scivolone interno nel derby d’andata contro il Milan (0-1). Clamorosa anche la topica contro il Pisa (con un assist involontario a Moreo), segnale di un riflesso forse meno reattivo rispetto ai giorni migliori.