Canada Marocco assume i contorni di una grande rivincita dopo quanto successo a Doha nel 2022. Il déjà-vu della sfida dei Mondiali
Quattro anni dopo essersi affrontate nell’ultima e decisiva giornata della fase a gironi in Qatar, Canada e Marocco tornano a incrociare i tacchetti. Questa volta la posta in palio è ancora più alta: la gara di oggi apre ufficialmente gli ottavi di finale di questo Mondiale. Per i nordamericani è l’occasione perfetta per vendicare la sconfitta subìta nel 2022; per i Leoni dell’Atlante, la chance di confermarsi sul palcoscenico internazionale e accreditarsi come una nazionale che può ambire a ripetere l’impresa di 4 anni fa, quando arrivò fino in semifinale.
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Ma facciamo un salto indietro a quella partita di quattro anni fa, una sfida che ha scritto la storia di entrambe le nazionali.
Il dominio marocchino e l’illusione canadese
Il Marocco approcciò quella sfida con la ferocia di chi voleva dominare il girone. Pronti, via e al 4′ arrivò il vantaggio: una grave leggerezza in disimpegno del portiere canadese Milan Borjan fuori dai pali regalò ad Hakim Ziyech un’occasione d’oro. L’esterno non se la fece scappare, insaccando di prima con un pallonetto vellutato dalla distanza. Entrambi i protagonisti di quell’incredibile azione non fanno più parte delle nazionali di oggi.
Al 23′, il raddoppio: lancio millimetrico di Achraf Hakimi a premiare l’attacco alla profondità di Youssef En-Nesyri, che con un preciso tiro superò ancora Borjan, confermandosi un attaccante di valore (lo scorso gennaio, nel mercato di riparazione, la Juventus lo ha cercato invano). Sembrava il preludio a una vittoria in totale scioltezza, ma al 40′ il Canada riaprì i giochi. Su un cross teso di Samuel Adekugbe dalla sinistra, Nayef Aguerd deviò la palla nella propria porta, ingannando un incolpevole Bounou e cambiando i piani della formazione africana. Lo sfortunato protagonista doveva far parte della spedizione attuale, ma un infortunio recente lo ha portato a non poter partecipare e a essere sostituito da Marwane Saadane.
Cuore, traversa e un baluardo di nome Amrabat
Nella ripresa, il Canada (alla ricerca disperata del suo primo, storico punto ai Mondiali) alzò il baricentro e andò a un passo dal pareggio. L’episodio chiave arrivò al 71′: sugli sviluppi di un corner, il colpo di testa di Atiba Hutchinson si stampò su una clamorosa traversa, rimbalzando sulla linea (per metà la sfera era dentro…) prima che Alistair Johnston, da pochissimi passi, incornasse alto sopra il montante.
Nonostante la grande sofferenza nella mezz’ora finale, il Marocco portò a casa una vittoria di puro cuore. A brillare fu soprattutto la grandissima prestazione di Sofyan Amrabat, un vero baluardo in fase di interdizione e il primo regista di ogni trama offensiva. Quella gara consacrò i nordafricani come grande rivelazione del torneo, condannando i canadesi a chiudere il girone a zero punti.
Oggi, il copione si rinnova in una gara da dentro o fuori. Chi scriverà il prossimo capitolo?
